Continuano le indagini della polizia in merito alla manifestazione del primo maggio tenuta dei No Expo, che hanno contestato l’Esposizione Universale che si è da poco aperta a Milano, durante la quale le strade centrali della città sono state oggetto di devastazioni.

A Genova sono stati arrestati cinque antagonisti francesi, che avevano trovato rifugio presso un’abitazione nel centro storico del capoluogo ligure. Il gruppo è stato notato da una volante della polizia mentre tentava di danneggiare alcune auto.

Fermati, ai cinque – quattro uomini e una donna al di sotto dei 25 anni – sono state sequestrate tute e maschere nere e cartine di Milano, con tanto di indirizzi di riferimento.

Nell’armamentario composto da bombolette, biglie e bulloni sono stati rinvenuti anche striscioni e materiale cartaceo contro l’Expo 2015, indizio che li ricollega direttamente agli scontri avvenuti il 1 maggio, tesi ulteriormente corroborata da un biglietto che attesta il pagamento del pedaggio autostradale.

Più spinosa la questione gravitante intorno all’arresto dei 14 greci fermati presso l’Esselunga di via Washington a seguito di un lungo pedinamento.
Su richiesta della Procura la Digos ha effettuato alcuni prelevi forzosi del DNA allo scopo di avere un riscontro rispetto a quanto rinvenuto nelle strade di Milano (caschi, mazze, tute, bombe carta, molotov).

Nel caso il materiale genetico corrispondesse i cittadini greci, già rimpatriati per via aerea, dovrebbero rispondere di varie accuse, tra cui resistenza a pubblico ufficiale aggravata.

Altre cinque persone, tre uomini e una donna, sono invece detenuti a San Vittore in attesa di comparire davanti al giudice Donatella Banci Buonamici, che dovrà decidere se convalidare gli arresti. La cinquina potrebbe far parte del gruppo di “black bloc” che staccatosi dal corteo pacifico ha poi dato il via alla guerriglia urbana.

Nel frattempo il bilancio delle devastazioni effettuate dai No Expo comprende 17 auto date alle fiamme e 10 danneggiate, 13 banche vandalizzate e 12 tra esercizi commerciali e portoni danneggiati, più un numero non specificato di bancomat resi inutilizzabili.