Appuntamento alle 16 in piazzale Cadorna, per dimostrare che Milano non è solo la città dei manifestanti violenti, i cosiddetti No Expo, ma neanche quella degli interessi forti della politica rappresentati dalla Esposizione Universale che si tiene nel sito di Rho Fiera.

Nessuno tocchi Milano si propone infatti di riparare i danni che le strade del capoluogo lombardo hanno subito nel corso delle devastazioni provocate dalle frange più estremiste del corteo del 1 maggio (quelli che impropriamente vengono definiti black bloc).

Muri da ripulire, riparare vetrine infrante, sostituire fioriere rovinate. Sono i gesti che cittadini e negozianti utilizzeranno per mandare un messaggio forte: Milano non è disposta a tollerare simili scenari di guerriglia urbana e sopratutto non si identifica nei metodi di protesta violenta che hanno colpito a caso varie proprietà private e pubbliche.

L’appello è partito dal sindaco Giuliano Pisapia, che aveva partecipato alla giornata di inaugurazione di Expo, e che ha subito dovuto affrontare un’emergenza di ordine pubblico di non poco conto: “Invito tutti i milanesi all’iniziativa Nessuno tocchi Milano, che avrà il punto di ritrovo a Cadorna. Insieme possiamo dare un forte segnale di civiltà e dimostrare il vero volto della nostra città, che non si lascia intimorire.”

Pisapia ha anche espresso una “ferma condanna per una violenza inaudita che ha devastato alcune vie. Apprezziamo il lavoro di polizia locale e forze dell’ordine che hanno individuato i primi responsabili, confidiamo che questo lavoro continui e vengano tutti identificati al più presto. Esigeremo da loro i danni materiali e morali subiti dai milanesi“.

Nel frattempo già dalla giornata di ieri cerca cento tra tecnici del Comune, operatori Amsa e del Nucleo di intervento rapido sono stati impiegati per riparare quanto prima ai danni causati dai No Expo. Sono anche stati contattati commercianti e residente delle zone in cui è passato il corteo, per una prima stima dei danni subiti, cui seguirà l’erogazione di un contributo di solidarietà direttamente dal Comune, in segno di solidarietà.