Ancora un attacco dei No Tav al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, dopo il blocco dell’autostrada tra il 24 e il 25 luglio. Nel pomeriggio del 26 luglio c’era stata una manifestazione pacifica, ma in serata circa 250 antagonisti hanno di nuovo preso d’assalto le recinzioni a Chiomonte, tirando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine.

Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e uno dei principali esponenti del Partito democratico, non ce la fa più a trattenersi. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, l’ex sindaco di Torino non crede alle intenzioni pacifiche dei manifestanti; soprattutto, se la prende con il proprio partito perchè mantiene ancora una posizione ambigua sulla costruzione di questa linea ferroviaria ad alta velocità. “Difficile trovare qualcosa di buono nel bruciare i copertoni per impedire la circolazione su un’arteria internazionale o usare le bombe carta. Dobbiamo impedire che la Valsusa resti in mano ad estremisti e a chi usa il cantiere come una palestra di allenamento per l’antagonismo“.

Sul Pd piemontese Chiamparino è chiarissimo: “Tutti devono rendersi conto che, se non si pone rimedio, ben presto nessuno vorrà più andare in Valsusa per investire o per fare turismo. Credo che questi amministratori debbano smettere di venire a Torino per spiegare che loro lo fanno per cercare di cavalcare il malcontento. Sono contro la Tav? E allora lascino il partito“.