La Corte d’Assise di Torino, riunita nell’aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, ha assolto dall’accusa di terrorismo, perché il fatto non sussiste, i quattro No Tav imputati nel processo messo in piedi per stabilire le responsabilità in merito all’assalto notturno che tra la notte del 13 e il 14 maggio 2013 avvenne nel cantiere della Torino-Lione di Chiomonte.

Cade l’accusa di terrorismo ma sussiste la condanna per i quattro imputati (Claudio Alberto, 24 anni, Niccolò Blasi, 25, Mattia Zanotti, 30 anni e Chiara Zenobi, 42 anni) la cui pena consiste in tre anni e mezzo ciascuno per i reati minori loro contestati e multa di cinquemila euro. La sentenza della Corte d’Assise è stata accolta dalle grida e dagli applausi del pubblico e anche dalla gioia degli imputati, che rinchiusi all’interno della gabbia, alla lettura del dispositivo si sarebbero abbracciati e avrebbero gridato “libertà”.

I pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo avevano chiesto nove anni e mezzo per ogni imputato, tutti accusati di terrorismo, fabbricazione di armi da guerra con la finalità di attentare all’incolumità delle persone, danneggiamento seguito da incendio e violenza a pubblico ufficiale. Gli imputati non avevamo mai rinnegato l’assalto al cantiere e anzi, durante le udienze avevano sempre dichiarato di aver preso parte alle azioni di sabotaggio.

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