Il celebre scrittore Erri De Luca è stato ascoltato oggi nel processo che si svolge a Torino in cui è imputato con l’accusa di istigazione a delinquere riferita al movimento No Tav. Alla base di tale presunto reato ci sarebbe un’intervista concesso all’Huffington Post il 1 settembre del 2013.

Al giornalista che gli chiedeva se le proteste stessero sfociando nel terrorismo con il ritrovamento di alcune molotov, De Luca rispondeva, in maniera ironica, che si trattava di “pericoloso materiale da ferramenta, proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi.”. Poi, più seriamente, argomentava sulla necessità civile di un intervento contro i lavori della linea ad alta velocità: “Mi spiego meglio: la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.”

L’interrogatorio al Tribunale di Torino, in un’aula colma di giornalisti e di fan dello scrittore, De Luca ha voluto contestualizzare e minimizzare la portate delle dichiarazioni risalenti a quasi due anni fa: “Il sabotaggio della Tav è necessario ma, solo nel senso di ostruire, di impedire l’opera. Quando ho rilasciato le mie dichiarazioni all’Huffington Post non sapevo si parlasse di molotov, ero a conoscenza soltanto delle cesoie servite a tagliare le reti del cantiere. Le cesoie sulle reti illegali ripristinano soltanto la legalità“.

Il processo che vedrà imputato il romanziere napoletano è stato aggiornato al 21 settembre dal giudice immacolata Iadeluca. De Luca non ha mancato di usare immagini letterarie e bibliche, per veicolare le proprie idee: “Non associo il cantiere Tav all’immagine del Palazzo d’inverno che va preso e distrutto con la forza. Piuttosto è più simile alla città di Gerico, le cui mura vengono abbattute da un coro di migliaia di voci”.

De Luca osserva che l’intervista che era comparsa sul web non è mai stata oscurata dai giudici: uno strano comportamento, se davvero avessero ritenuto trattarsi di un’incitazione al sabotaggio No Tav.

Allo stesso tempo qualche giorno fa il poeta ha querelato per diffamazione Silvio Vale, consigliere comunale a Torino. I due sono accomunati da un passato in Lotta Continua, ma questo non è bastato per evitare Il dissidio. Viale il 9 maggio aveva pubblicato un tweet in cui definiva come “il sabotaggio di Erri De Luca” il rogo dell’auto di Enzo Savant, proprietario dell’hotel in cui erano alloggiate le forze di polizia che presidiavano il cantiere preso di mira dai No Tav.