Il puntuale bollettino di guerriglia ogni volta che ci sono di mezzo i No Tav e i vari gruppi estremisti che a loro sempre si affiancano, raccolti sotto la qualifica di antagonisti. Ci sono stati complessivamente dieci feriti a Roma dopo gli scontri del 20 novembre, cominciati nel pomeriggio e proseguiti in serata.

Il pretesto per dare il via ai disordini era l’incontro fra Enrico Letta e il presidente francese François Hollande, in cui ha avuto molto spazio proprio la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione ad alta velocità.

Gli antagonisti, a volto coperto, hanno inizialmente cercato di dare l’assalto alla sede nazionale del Partito democratico in via delle Fratte, lanciando petardi. Respinti dalla polizia, si sono diretti verso la sede del Cipe. Fallito anche questo attacco per la reazione delle forze dell’ordine, si sono spostati verso Campo de’ Fiori, dove era stato annunciato un sit-in. In totale c’erano circa mille persone, fra sigle varie. Altri lanci di petardi, bombe carta, bottiglie e allestimento di provvisorie barricate per impedire alla polizia di passare (foto by InfoPhoto).

Hanno quindi cercato di dare vita ad un corteo non autorizzato. Spostandosi in via dei Giubbonari, hanno creato altri scontri cercando di entrare nella locale sezione storica del Pd, colpendo un militante e imbrattando i muri.

Dopo trattative con gli elementi meno scalmanati, la questura ha autorizzato un corto fino al Circo Massimo, dove tutto poi si è calmato. Per il momento.