L’attesa si sta facendo sempre più viva: nei prossimi giorni verranno finalmente annunciati i Premio Nobel 2014. Nel frattempo i rumors si accavallano senza sosta, i pronostici impazzano, ma nulla sarà certo fino alle premiazioni. Forse non tutti sanno infatti che i dettagli relativi alle nomine, così come i  verbali delle riunioni della commissione, vengono mantenuti segreti per ben cinquanta anni.

Il Nobel è un’onorificenza di valore mondiale, attribuita annualmente a persone che si sono distinte nei diversi campi dello scibile, «apportando considerevoli benefici all’umanità», per le loro ricerche, scoperte e invenzioni, per l’opera letteraria o per l’impegno in favore della pace mondiale. I premi sono generalmente assegnati in ottobre e la cerimonia di consegna si tiene a Stoccolma, presso il Stockholm Concert Hall il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore, con esclusione del premio per la pace che si assegna anch’esso il 10 dicembre, ma a Oslo.

In attesa quindi dell’ufficialità dell’assegnazione passiamo in rassegna i principali candidati al premio, sezione per sezione:

Nobel per la Pace:

Putin e Papa Francesco sono i nomi che da più tempo rimbalzano sui media internazionali. In particolare il presidente della Federazione Russa avrebbe ricevuto la nomination per il suo ruolo nella crisi siriana, ma è probabile che la commissione per il Nobel valuti anche il suo intervento nella situazione ucraina. Tra i candidati anche Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo in Russia, nome proposto qualche tempo fa da due politici norvegesi che avevano motivato la loro decisione sottolineando “quanto le denunce e le rivelazioni dell’ex tecnico della Cia e della National Security Agency” abbiano contribuito a creare “un ordine mondiale più stabile e pacifico”, e ancora la diciassettenne Malala, studentessa e attivista pakistana, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili ed all’istruzione e il celebre Assange, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks, del quale è co-fondatore e caporedattore e Bradley Manning, condannato a 35 anni di detenzione per il trafugamento di documenti riservati.

Nobel per la Letteratura:

Nella classifica dei favoriti al premio Nobel per la letteratura gli italiani più quotati risultano essere Umberto Eco e Dacia Maraini, in lizza assieme a Milan Kundera, lo scrittore di “L’insostenibile leggerezza dell’essere”; il poeta siriano Adonis (Ali Ahmad Sa’id), autore di “Ecco il mio nome” e “Memoria del Vento”; la scrittrice americana Joyce Carole Oates, ripetutamente candidata al Nobel, con la sua vastissima bibliografia di romanzi; il drammaturgo norvegese Jon Fosse, geniale romanziere ed autore teatrale, ritenuto da molti l‘Ibsen contemporaneo; la saggista e giornalista bielorussa, Svetlana Alexievich, esule dal 2000; e ancora Assia Djebar, probabilmente la più nota scrittrice araba contemporanea; il keniota Ngugi Wa Thiong’o, romanziere, poeta e autore di testi teatrali; ed infine il favorito al premio Nobel 2014 per la letteratura, con la quotazione di 5 a 1, il romanziere, traduttore e saggista giapponese Murakami Haruki, autore di svariati volumi come 1Q84,  A sud del confine a ovest del sole.

Nobel per la Medicina:

Sarà il primo a essere annunciato la prossima settimana e a vincerlo potrebbe essere la tripletta formata da Michael H. Wigler, Charles Lee e Stephen W. Scherer per i loro studi sulle variabilità genetiche e le loro associazioni con particolari malattie. James E. Darnell, Jr., Robert G. Roeder e Robert Tjian sono invece i candidati al Nobel per aver chiarito i processi legati alla trascrizione e alla regolazione genica, ma non si esclude nemmeno che ad aggiudicarsi il premio potrebbe essere il lavoro di David Julius sui meccanismi molecolari della sensazione del dolore per la Thomson Reuters.

Nobel per la Fisica:

Peidong Yang è il candidato nell’area della fisica per lo sviluppo di laser a nanofilo, utilizzabile come fonte di luce in microchip a temperatura ambiente, mentre Yoshinori Tokura, Ramamoorthy Ramesh e James F. Scott costituiscono la tripletta vincente nel campo dei materiali ferroelettrici e multiferroici, un’innovazione capace di aumentare memoria e prestazioni dei dispositivi elettromagnetici. Infine Charles L. Kane, Laurens W. Molenkamp e Shoucheng Zhang sono i candidati per le loro ricerche sugli isolanti topologici e il quantum spin Hall effect, che potrebbero avere ripercussioni importanti nell’area dei computer quantistici. In corsa anche Jacob Barnett, dottorando di 15 anni in fisica quantistica, in profumo di Nobel per le sue teorie su come riscrivere la relatività di Einstein.

Nobel per la Chimica:

Per la chimica, almeno tre sarebbero i campi meritevoli del premio quest’anno:  per il diodo organico a emissione di luce (una tecnologia utilizzata per la creazione di display digitali), candidati Ching W. Tang e Steven Van Slyke; per i materiali mesoporosi (materiali con pori dell’ordine di pochi nanometri, utilizzabili come bio-sensori, nell’imaging o come sistemi di separazioni di misture complesse), candidati Charles T. Kresge, Ryong Ryoo e Galen D. Stucky e infine con un processo di polimerizzazione (tecnicamente Reversible Addition-Fragmentation chain Transfer o Raft) alla base della sintesi di materiali come il polistirene e il poliacrilonitrile, candidati Graeme Moad, Ezio Rizzardo e San H. Thang.

Nobel per l’Economia:

A Philippe M. Aghion e Peter W. Howitt potrebbe andare il riconoscimento per il loro studi sul concetto di distruzione creativa come modello di crescita. William J. Baumol e Israel M. Kirzner potrebbero essere invece premiati per i loro studi sul mondo dell’imprenditorialità, a lungo tenuto fuori dalle discussioni accademiche. Ma anche Mark S. Granovetter, esperto di sociologia economica, che indaga l’importanza delle relazioni e norme sociali sulle logiche di mercato, potrebbe aggiudicarsi il riconoscimento.

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