Il premio Nobel per la Chimica 2017 è andato al terzetto composto da Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson, ovvero i tre scienziati che hanno sviluppato “un nuovo metodo per la visualizzazione delle molecole della vita” grazie alla criomicroscopia elettronica.

Il 75enne Dubochet, 75 dell’università di Losanna, il 77enne Frank, della Columbia di New York e il 72enne Henderson, del MRC Laboratory of Molecular Biology si divideranno i 940mila euro del premio.

La tecnologia sviluppata dal terzetto si è resa indispensabile per poter visualizzare in alta definizione le strutture delle biomolecole, ovvero di aggregati molecolari come per esempio le proteine. Grazie a essa è anche possibile analizzare con un grado molto maggiore maggiore precisione rispetto al passato le relazioni spaziali.

La straordinarietà della “scoperta” è tale anche per i grandi risultati che ha fatto compire alla ricerca, sopratutto nell’ambito dello sviluppo di principi attivi e farmaci regolarmene utilizzati in medicina.

Il comitato del Nobel ha definito “una nuova era della biochimica” quella in cui, grazie all’opera dei tre, è possibile studiare immagini tridimensionali delle biomolecole.

Per parecchio tempo, infatti, molecole come le proteine, il DNA e l’RNA sono state quasi materia oscura, nel senso che era quasi impossibile studiarne l’organizzazione nello spazio o la struttura.

Tra gli “antenati” della criomicroscopia elettronica vi sono stati la cristallografia negli anni ’50 e la spettroscopia con risonanza magnetica negli anni ’80, ma è grazie a Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson che oggi possediamo le nozioni attuali sulla composizione e la struttura delle molecole della vita.