Il 74enne Richard Thaler, docente americano presso l’università di Chicago, è stato insignito del Premio Nobel 2017 per l’Economia.

Nelle sue motivazioni la Royal Swedish Academy of Sciences ha spiegato di aver voluto riconoscere la grande importanza che hanno avuto gli studi nel campo dell‘economia comportamentale.

Si tratta di una branca dell’economia che sulla scorta dei concetti elaborati nella psicologia, tenta di costruire modelli di studio e di predizione comportamentali che si pongono in alternativa alle formulazioni dell’economia cosiddetta classica.

Il documento letto dal rappresentante dell’Accademia riferisce che Thaler “ha inserito ipotesi psicologicamente realistiche nelle analisi del processo decisionale economico, esplorando le conseguenze di una razionalità limitata, di preferenze sociali e di mancanza di autocontrollo come questi tratti umani influenzino sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato”.

In questo modo il contributo di Thaler ha gettato un ponte a fare da collegamento tra economia e psicologia, fondando un’analisi inedita del processo decisionale del singolo individuo, che ha poi riscontri importanti nelle determinazioni economiche.

In particolare Thaler è famoso per la sua teoria dei nudge, nella quale si sostiene che rinforzi positivi, suggerimenti e aiuti indiretti contribuiscano a dare forma ai motivi e alle considerazioni che fanno parte del processo di decisione di gruppi e individui, almeno allo stesso modo e con la stessa efficacia che possono registrare istruzioni dirette, obblighi della legislazione o costrizioni.

L’anno scorso era stata premiata la coppia Oliver Hart – Bengt Holmström, grazie ai loro studi incentrati su compensi e benefit elargiti ai manager di alto livello.