Pochi giorni di attesa ancora, prima scoprire a chi verrà assegnato l’ambito Nobel per la Letteratura 2014. La Swedish Academy ha già compilato la lista da mesi e ora la cinquina dei finalisti dovrebbe essere pronta. L’ufficialità si avrà solo la prossima settimana però, presumibilmente giovedì 9. Intanto scatta il Toto Nobel e i bookmaker inglesi stanno raccogliendo le scommesse (Scopri qui i principali candidati al premio sezione per sezione).

Tra gli italiani più quotati (dati 33 a 1), Umberto Eco, scrittore, semiologo e filosofo di fama internazionale, autore di uno dei romanzi italiani più tradotti e conosciuti della narrativa contemporanea, “Il nome della rosa” e Dacia Maraini, già vincitrice di numerosi premi letterari tra i quali il Campiello, nel 1990, con lo splendido romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrìa”.

Al nono posto, Philip Roth (USA): classe 1933, uno dei più noti e premiati scrittori statunitensi della sua generazione, considerato tra i più importanti romanzieri ebrei di lingua inglese ed eterno candidato a un Nobel, sempre promesso e mai vinto. Tra le sue opere più celebri “Goodbye, Columbus” e “Lamento di Portnoy”, “Zuckerman Scatenato” e “Everyman”. (Quotazione: 16 a 1).

Allo stesso livello di Roth c’è Milan Kundera. Il romanziere di “L’insostenibile leggere dell’essere”, nato nel 1929 a Brno, oggi Repubblica Ceca, ma da molti anni trapiantato in Francia. Tra i suoi romanzi più famosi “La vita è altrove”, “Il libro del riso e dell’oblio”, “L’immortalità e L’ignoranza” e “La festa dell’insignificanza”. (Quotato 16 a 1).

A completare il trio, con Roth e Kundera, il poeta siriano Adonis (Ali Ahmad Sa’id): nato nel 1930, pacifista ed esule dalla Siria, vive in Francia dal 1980. Scrive poesie in lingua araba. Chi volesse avvicinarsi alla sua opera può iniziare con “Memoria del vento” (Guanda) o “Ecco il mio nome” (Donzelli). (Quote: 16 a 1 anche per lui).

In salita invece, da alcuni giorni, le quotazioni dell’austriaco Peter Handke, che raggiunge Kundera, Roth e Adonis a quota 16. Sperimentatore della narrativa e poesia, saggista, sceneggiatore per il teatro, ma anche per il cinema (Il cielo sopra Berlino con Wenders), Handke ha pubblicato in Italia decine di titoli. Il suo romanzo più famoso, e forse anche il più bello, resta “Infelicità senza desideri” (Garzanti), scritto nel 1971. (Scopri qui i 100 libri più amati di sempre)

Salendo la classifica sia arriva quindi alla statunitense Joyce Carole Oates: classe 1938, tra le scrittrici più prolifiche degli Stati Uniti. Un’altra habitué della candidature al Nobel. In Italia nel 2014 sono uscite le traduzioni di due suoi romanzi,” La donna del fango” e “Ragazza nera ragazza bianca”, entrambi pubblicati da Mondadori. (Quotata: 12 a 1).

A parimerito, il drammaturgo Jon Fosse: norvegese, nato nel 1959, romanziere e genio del teatro europeo, considerato dalla critica alla stregua di un Ibsen contemporaneo. In Italia i romanzi di Jon Fosse come “Melancolia” e il brevissimo “Insonni” sono editi da Fandango. (Anche per Fosse quotazione 12 a 1).

Un gradino più su, ecco Svetlana Alexievich: saggista e giornalista bielorussa, in esilio volontario dal 2000, autrice di romanzi e straordinari reportage letterari che raccontano la tragedia di Chernobyl, la vita dei soldati russi al fronte afghano, il dissolversi dell’Unione Sovietica e la vita quotidiana della nuova Russia, descritta soprattutto nel suo ultimo romanzo, edito in Italia da Bompiani, “Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo”. (E’ quotata 10 a 1).

Stesse probabilità di vittoria per Assia Djebar, la più importante autrice araba vivente: da sempre attenta paladina del femminismo nei paesi islamici, nasce in Algeria nel 1936. Fra i suoi libri in catalogo in Italia: “Donne d’Algeri nei loro appartamenti”, “Nel cuore della notte algerina” e “Lontano da Medina”, tutti editi da Giunti.

Al secondo posto nella classifica dei possibili vincitori, Ngugi Wa Thiong’o, autore keniota di romanzi, poesie e opere teatrali. Ha esordito scrivendo in inglese ma la maggior parte dei suoi testi originali sono in gikuyu o swahili, le lingue del Kenya. I suoi libri in Italia sono editi da Jaca Book: “Sogni in tempo di guerra”, “Un chicco di grano”, “Petali di sangue”. (quotato 6 a 1). Sarebbe il secondo Nobel per la Letteratura assegnato ad un autore che proviene dall’Africa Nera: il primo è andato, nel 1986, al drammaturgo nigeriano Wole Soyinka il quale però scriveva in inglese.

E veniamo infine al superfavorito, il giapponese Murakami Haruki, la cui vittoria è data 5 a 1: scrittore, traduttore e saggista, classe 1949, il suoi best-seller hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Tra i più noti: “Norwegian Wood” (1987), “Kafka sulla spiaggia” (2002), e “1Q84” (2009-2010).

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