Si terranno tra poche ore a Specchia i funerali di Noemi Durini, la ragazza del cui omicidio si è accusato il fidanzato diciassettenne.

Nella giornata di ieri si è svolta l’autopsia sul corpo della vittima: nonostante l’operato dei medici, però, non sono stati rinvenuti indizi probatori, anche se le lesioni trovate fra collo e testa confermerebbero la versione di Lucia, accusato di omicidio premeditato.

Il ragazzo infatti aveva affermato di aver ucciso la fidanzata inferendole una coltellata al collo: rimane tuttavia da accertare l’arma del delitto utilizzata e la presenza di eventuali complici (si ritiene il padre sia il maggior sospettato) che abbiano aiutato Lucio a nascondere il corpo della giovane.

A causa del lungo ritardo tra ritrovamento del cadavere a Castrignano del Capo e uccisione – dieci giorni – le analisi sul corpo risultano difficile: il processi di mummificazione aveva infatti raggiunto uno stato avanzato, e il corpo è stato oggetto di lesioni da parte delle larve. Arduo discernere tra le ferite inferte dagli animali e quelle provocate dal fidanzato.

Il medico legale e il consultante della famiglia Durini hanno dunque richiesto esami istologici e cito-chimici sui tessuti presi dal corpo; la Tac invece ha confermato che non vi sarebbero fratture sul capo.

Cresce nel frattempo la tensione tra le famiglie della vittima e quelle del suo presunto assassino. I due primi cittadini di Alessano e Specchia hanno chiesto alle rispettive cittadinanze di “vivere i sentimenti di sgomento e di dolore per l’accaduto con doveroso rispetto. Ora è giusto che la giustizia e le istituzioni operino in un clima sereno, che consenta di giungere alla verità dei fatti, nella convinzione che qualsiasi atto di ritorsione privata e di eccessiva spettacolarizzazione mediatica dell’accaduto danneggino il lavoro degli inquirenti”.