Sono milioni i lavoratori (in Italia e in tutto il mondo) che, sul posto di lavoro, si concedono una pausa per fumare magari insieme ad altri colleghi. Un momento a cui non possono partecipare i non fumatori che, di fatto, lavorano di più rispetto a chi si concede nell’arco della giornata una sigaretta all’aperto. L’idea di una società giapponese di marketing, dunque, è quella non di punire chi fuma bensì di premiare chi non si assenta dalla scrivania per una sigaretta. I datori di lavoro potrebbero prevedere, dunque, un pacchetto di sei giorni in più di ferie retribuite. Chissà, magari, se in questo modo qualcuno decidesse di smettere di fumare potendo beneficiare di una settimana in più di pausa. Di relax.

Il caso è scoppiato quando un lavoratore non fumatore si è lamentato del fatto che la maggior parte dei suoi colleghi si assentasse per una sigaretta mentre lui no. Stacanovista, sempre a lavoro sulla scrivania senza mai prendersi una piccola pausa. Così il capo ha deciso di trovare una soluzione: premiarlo con una settimana in più di ferie. Nel caso specifico, i fumatori perdevano molto tempo visto che l’azienda si trova al ventinovesimo piano di uno stabile, sospendendo l’attività per circa un quarto d’ora a sigaretta.