10 morti: il bilancio del tragico incidente occorso al traghetto Norman Atlantic è salito ancora nelle ultime ore. 427 invece le persone salvate dall’incendio sviluppatosi domenica mattina sul ponte coperto che ospitava circa 200 automobili. 56 sarebbero i membri dell’equipaggio, mentre tra i passeggeri la maggior parte, 234, sarebbero greci, seguiti da 54 turchi, 22 italiani, 22 albanesi, 18 tedeschi e 10 svizzeri, più altre nazionalità.

Il numero dei dispersi è invece ancora un giallo: le autorità greche affermano infatti trattarsi di 38 unità, ma da parte italiana c’è molta cautela, anche perché la lista dei passeggeri a bordo della nave non combacia con quanto riscontrato effettivamente dai soccorritori. A quanto pare, infatti, sulla nave erano saliti almeno 10 clandestini di origine afghana ma non si esclude la presenza di altre persone non identificate, che avrebbero potuto trovarsi in alcuni dei camion parcheggiati nella zona in cui è scoppiato l’incendio.

Al momento sono ben tre le procure (Bari, Lecce e Brindisi) che hanno aperto una inchiesta sull’accaduto, attendendo che i rilievi tecnici stabiliscano le rispettive competenze. Senza dubbio l’indagine sarà esclusivamente italiana, dato che la nave, per quanto si trovasse più vicina alla costa albanese che a quella nostrana, batte la bandiera del tricolore.

Carlo Visentini, armatore della nave, e il comandante Argilio Giacomazzi, ultimo a lasciare il relitto, sono attualmente indagati per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, anche se il procuratore di Bari ha aggiunta trattarsi di una prima configurazione di reato.

Secondo Visentini la nave sarebbe stata sottoposta di recente (il 19 dicembre) a un’ispezione di sicurezza, durante la quale erano state ottenute le certificazioni indispensabili per la navigazione. Delle 6 deficenze riscontrate 2 erano state subito risolta, mentre per le altre sarebbe stato possibile risolverle entro due settimane.

Foto: Marina Militare via Twitter