Il bilancio definitivo dell’incendio scoppiato a bordo del Norman Atlantic è di cinque morti. La nave italiana è andata a fuoco mentre si trovava al largo dell’Albania, nel corso della giornata di domenica 28 dicembre: i 428 superstiti sono stati tutti recuperati e messi in salvo mentre il Comandante è stato l’ultimo a rimanere a bordo, così come richiede il codice marittimo. A dare gli aggiornamenti è stato il Premier Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa di fine anno.

I corpi delle vittime – molto probabilmente si tratta di tre uomini e di due donne – saranno trasportati a Brindisi mentre i quarantanove naufraghi recuperati dalla nave mercantile di Singapore, Spirit of Piraeus, sono già giunti a Bari e versano in buone condizioni di salute. I naufraghi sono stati trasportati e ricoverati in vari ospedali del Salento: molti erano infreddoliti, affamati e scioccati.

L’unica vittima di cui al momento siano state accertate le generalità dovrebbe essere Georghios Doulis, che avrebbe perso la vita mentre tentava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è già giunto a Brindisi, insieme a quattro feriti, i più gravi.

A quanto pare, stando alle prime ricostruzioni, l’incendio si sarebbe sviluppato all’interno del garage della nave, alle ore 4:30 di domenica mattina, quando la Norman Atlantic era a circa venti miglia dalla costa albanese. Il traghetto, lungo circa centottanta metri, è di proprietà della società Visemar ed era stata noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines fino a fine gennaio. In occasione dell’ultimo viaggio, la nave era salpata da Patrasso, in Grecia, per giungere al porto di Ancora verso le ore 17 di domenica 28 dicembre.

Secondo alcuni autotrasportatori, la Norman Atlantic sarebbe stata troppo carica. Il sovraccarico e la parte alta dei camion avrebbero provocato dell’attrito con il soffitto del garage. Sarebbe potuta essere proprio questa la causa dell’incendio: una scintilla partita dall’attrito tra parte alta dei mezzi pensanti e soffitto del garage. Le fiamme si sono poi propagate molto velocemente fino ai ponti superiori della Norman Atlantic, fino a renderlo del tutto ingovernabile.