Dal 10 febbraio al 5 marzo 2013, al Teatro alla Scala di Milano, andrà in scena Notre Dame de Paris, una produzione Teatro Bol’šoj di Mosca. Esmeralda, Quasimodo, Frollo e Phoebus: quattro grandi personaggi, perni di una vicenda dalle forti tinte drammatiche e passionali. Il Corpo di Ballo ne sottolinea, quasi come un coro antico, le dinamiche. E sullo sfondo, presenza silente ma incombente, testimone e attrice di questo dramma, la cattedrale.
Notre-Dame de Paris, ispirato al romanzo di Victor Hugo, narra la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre-Dame e del suo amore impossibile e tragico per la bella Esmeralda. Interpretato dall’étoile del Teatro alla Scala, Roberto Bolle insieme a Natalia Osipova, prima ballerina al Teatro Mikhailovskij e all’American Ballet Theatre, e ai primi ballerini Mick Zeni (Frollo) e Eris Nezha (Phoebus), il balletto è firmato per la coreografia e il libretto da Roland Petit. Le musiche di Maurice Jarre, le scene di René Allio e i famosissimi costumi di Yves Saint-Laurent ne fanno uno straordinario capolavoro che torna alla Scala dopo oltre dieci anni per celebrare, ancora una volta, la grandezza di Roland Petit, la sua vena artistica, la capacità evocativa e di sintesi nel far emergere i nuclei essenziali della vicenda. E il trionfo della sua idea di spettacolo come creazione totale: danza, scene, costumi, musica, teatralità.

Il romanzo di Victor Hugo aveva già ispirato un balletto, La Esméralde – coreografia di Jules Perrot, musica di Cesare Pugni – creato a Londra da Carlotta Grisi nel 1844. Quarant’anni dopo, Marius Petipa ne dava una propria versione, con musiche aggiuntive di Riccardo Drigo (San Pietroburgo, 1886). Ma se Perrot e Petipa avevano conservato i personaggi secondari di Gringoire, il poeta innamorato di Esmeralda, e di Fleur-de-Lys, la fidanzata di Phoebus, l’odierna interpretazione di Roland Petit sfronda, sintetizza e accentra la sua azione sui quattro protagonisti: Quasimodo, Esmeralda, Frollo e Phoebus.  La bruttezza e la bellezza. La notte e il giorno.

«Attratto dal Medioevo e dal suo misticismo, avevo preso a meditare su Il monaco di Lewis . Avevo addirittura già architettato un libretto e commissionato una partitura … Ma poi, la cosa non è andata in porto. Un giorno, passando davanti a una libreria, vidi una edizione di Notre-Dame de Paris. Da sempre interessato al Medioevo e ai suoi monaci, incuriosito la acquistai per rileggere un’opera di cui avevo scordato i particolari. Rileggendo il romanzo, mi resi conto che Victor Hugo andava oltre Lewis. Subito ho rifatto il libretto sulle tracce di Hugo … » racconta Roland Petit «lI mio balletto Notre-Dame de Paris racconta una bella e grande storia. Deliberatamente ne ho espunto l’aneddoto e la pantomima: mi auguro che svanisca il Medioevo alla Violet-le-Duc e che, per lo spettatore, resti soltanto la tensione tragica del capolavoro di Victor Hugo». Mentre Yves Saint-Laurent commenta così il suo lavoro sui costumi: “ho voluto che i costumi fossero colorati come le vetrate d’una cattedrale e ho preso in prestito da Mondrian il costume di Phoebus. Ho tentato di adeguarmi alla eterna giovinezza della coreografia. Quella delle variazioni di Esmeralda, dei pas de deux e dei pas de trois. I giudici del tribunale, i movimenti equivoci della Corte dei Miracoli, il turbamento di Frollo e la tenerezza cosi commovente di Quasimodo m’hanno ispirato una sorta di affresco del Medioevo”.

Dopo il successo della diretta sul grande schermo per la Prima della Stagione 2012/13 del Teatro alla Scala, Microcinema conferma l’ambizioso progetto di portare la grande Opera e il Balletto nei cinema, contribuendo alla diffusione di un patrimonio della tradizione europea e italiana. Per San Valentino è in programma un appuntamento da non perdere per  tutti gli appassionati del grande balletto e di Roberto Bolle: grazie a Microcinema distribuzione, saranno oltre 100 le sale italiane che il 14 febbraio alle 20.00 ospiteranno la proiezione – in alta definizione e in diretta dal Teatro più prestigioso d’Italia – di “Notre-Dame de Paris”. Un modo unico per assistere al grande evento del Teatro alla Scala di Milano e per festeggiare la festa degli innamorati, anche per i tanti spettatori che vivono in città che non ospitano i grandi teatri.