Ricorre oggi, 10 agosto, la notte di San Lorenzo, famosa anche e soprattutto come “notte delle stelle cadenti”. La leggenda narra che Laurentius, diacono nella Roma imperiale, durante la persecuzione anti-cristiana voluta dall’imperatore Valeriano, rifiutò di consegnare alle autorità il tesoro della sua comunità religiosa. La punizione fu terribile: il 10 agosto del 258 d.C. fu legato ad una graticola ed arso vivo sui carboni incandescenti. La notte di San Lorenzo viene così da tempi immemori dedicata al martirio di San Lorenzo e si tramanda che le stelle cadenti siano le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra solo il giorno in cui egli morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il suo dolore, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…“, per poi aspettare l’avverarsi dell’evento desiderato durante l’anno.

Un’elaborazione molto poetica di un fenomeno scientificamente spiegato con l’attraversamento da parte della Terra dello sciame meteorico delle Perseidi costituito da corpi celesti, più propriamente detti meteoriti. Precisiamo quindi che una “stella cadente” non ha niente a che fare con una vera stella! Le meteore sono in realtà piccoli detriti, polveri e piccole rocce, residui della coda delle comete, che colpendo ad alta velocità la nostra atmosfera ‘bruciano’ a causa dell’attrito, mostrandoci l’attesa scia.

Lo sciame delle perseidi Perseidi (il più famoso) regalerà quindi fino al 18 agosto uno spettacolo che permetterà di ammirare anche 50/100 meteore ogni ora! La tradizione  indica il 10 Agosto come notte migliore per la sua osservazione, ma la massima attività si è in realtà negli anni spostata nella notte tra il 12 ed il 13 agosto. Date a parte, è questo un fenomeno registrato già dai cinesi nel 36 d.C., ma che trova spiegazione solo nel 1856, grazie all’astronomo italiano Schiaparelli che per primo riuscì ad associarlo ai detriti di una cometa, la Swift-Tuttle.

Le Perseidi sono meteore molti veloci: impattano nell’atmosfera a circa 60km/s (216.000 km/h) e possono lasciare scie abbastanza persistenti, che resistono per una manciata di secondi. Il nome deriva dal loro radiante, ovvero dal punto da cui sembrano provenire queste meteore, situato nella costellazione di Perseo, che in agosto vedremo sorgere intorno alle 22:30. Più sarà alto nel cielo il radiante, maggiore sarà  il numero di meteore visibili.

Gli sciami meteorici (o meteoritici, detti anche piogge meteoriche) sono quindi fenomeni astronomici che consistono nella caduta di un gran numero (maggiore di 10 per ora) di meteore. Uno sciame meteorico avviene quando la Terra, nel suo moto orbitale intorno al Sole, attraversa l’orbita di una cometa che ha lasciato una scia di detriti. Entrando a contatto con l’atmosfera a una velocità di alcune decine di chilometri al secondo, questi piccoli frammenti di roccia (meteoroidi) sono bruciati per attrito con l’atmosfera, lasciando delle spettacolari scie luminose (ovvero le meteore, dette anche stelle cadenti).

Gli sciami sono fenomeni che ricorrono ogni anno attorno alla stessa data, perché la Terra attraversa la stessa zona di spazio ogni anno. I nomi degli sciami meteorici si riferiscono inoltre ai nomi delle costellazioni da cui sembrano provenire le scie luminose e quello delle Peseidi, complice la leggenda di San Lorenzo (NE ABBIAMO PARLATO QUI) non è che il più famoso di essi.

Alti noti sciami meteorici sono le Quadrantidi, le Leonidi, le Geminidi, e le Aquaridi

Quadrantidi 1-6 gennaio: è questo il mese in cui si registrano le temperature più rigide ed il freddo diventa ancora più intenso man mano che avanza la notte, ecco perchè questo sciame meteorico è decisamente meno conosciuto rispetto alle più “comode” Perseidi, ben visibili nelle calde notti di agosto. Tuttavia i coraggiosi che resisteranno alle basse temperature invernali potranno assistere ad uno spettacolo senza eguali! Lo sciame è attivo già dalla fine di dicembre, ma la massima attività è prevista nella serata del 3 gennaio, quando il radiante delle Quadrantidi – la zona da dove sembreranno provenire le stelle cadenti – si troverà  alto sopra l’orizzonte, in tarda notte, poco sotto la coda dell’inconfondibile Orsa Maggiore. Rivolgendo lo sguardo verso nord-est potremo facilmente notare la colorazione vagamente blu di queste meteore che impattano contro la nostra atmosfera ad altissima velocità  (148.000 km/h) e devono il loro nome all’astronomo francese Joseph-Jérôme Lefrançois de Lalande, inventore della costellazione “quadrante”, oggi non più inserita tra quelle ufficiali, ma il cui ricordo viene mantenuto vivo da queste meteore.

Lyridi di Aprile 19-24 aprile: le Liridi sono i residui della coda della cometa Thatcher che colpiscono la nostra atmosfera ad una velocità di 49 chilometri al secondo (177 027 km all’ora). Oggi generalmente sono visibili circa 15/20 meteore ogni ora durante il massimo dell’attività, ma in passato le Liridi hanno  mostrato periodi di grande attività  generando vere e proprie “piogge” con oltre 100  meteore visibili in una sola ora. Lo sciame è attivo tra il 19 e il 24 aprile, ma il momento di massima attività cade nella notte tra il 21 ed il 22. Le Liridi sono stelle cadenti generalmente non molto numerose, ma sicuramente spettacolari, spesso  producono infatti luminose scie di polvere che possono essere osservate per alcuni secondi dopo il passaggio della meteora. Esse prendono il nome dalla costellazione della Lira, dove è posizionato il loro radiante. Individuare la Lira non è difficile, la sua stella più luminosa, Vega, in Aprile sorge ad Est, poco prima delle 24. In ogni caso questo è solo il punto di origine delle Liridi, che da qui si irradiano verso tutto il cielo, il consiglio è quindi quello di non concentrarsi esclusivamente verso la zona del radiante ma rivolgere lo sguardo verso Nord-Est.

Eta Aquaridi 1-8 maggio: “figlie” della cometa di Halley, sono state registrate già nel 401 a.C. dagli astronomi cinesi. Nelle sere di inizio maggio la Terra incontra infatti una zona di spazio ricca di piccoli detriti e polveri che impattano sulla nostra atmosfera ad una velocità di 65km/s mostrandoci in cielo numerose meteore. Lo sciame delle Ete Acquaridi è attivo nella prima settimana di maggio, ma il picco di massima visibilità si ha nella notte tra il 5 ed il 6, con una media di 30/35 meteore ogni ora. La costellazione dell’Acquario, da dove sembreranno provenire, è visibile ad Est e sorge intorno alle 2 di notte: le ore migliori per l’osservazioni sono quindi quelle precedenti l’alba, a notte fonda.

Delta Aquaridi  15 Luglio – 15 agosto: le Delta Aquaridi sono classificate come sciame di forte intensità  grazie alla loro frequenza: fino a 30 meteore l’ora. Visibili dal 15 luglio al 15 Agosto, raggiungono il momento di massima attività tra il 28 ed il 29 Luglio e la loro caratteristica principale è il colore giallastro. Per avvistarle sarà necessario direzionare i  nostri sguardi  verso la Costellazione dell’Acquario, dalla mezzanotte in poi.

Orionidi 16-27 ottobre: il radiante di questo sciame, ovvero il punto da cui prolungando la traiettoria delle meteore sembreranno arrivare le stelle cadenti, si trova nella costellazione di Orione, non troppo distante dalla bella stella Betelgeuse. Il momento migliore per le osservazioni cade tra la mezzanotte e l’alba delle notti del 21 e 22 ottobre e il radiante non sarà  difficile da individuare volgendo lo sguardo verso Est. Queste meteore altro non sono che i detriti lasciati dalla cometa di Halley, il cui ultimo passaggio nei pressi  della Terra è avvenuto nel 1986 (il prossimo avverrà nell’estate del 2061). La Terra si muove attraverso i residui della cometa di Halley due volte all’anno, a maggio, quando nel cielo possiamo osservare lo sciame delle Eta Acquaridi, e ad ottobre, permettendoci di osservare le Orionidi, che colpiscono l’atmosfera terrestre alla velocità  di 66km/s (237.600km/h!)

Tauridi 20 ottobre – 30 novembre: le meteore Tauridi si ripresentano annualmente tra la metà del mese di ottobre e quella di novembre, raggiungendo il momento di massima attività tra il 5 e il 12 novembre. Le “stelle cadenti” di questo sciame, il cui nome deriva dal modo in cui sembrano irradiarsi dalla costellazione del Toro, sembrano muoversi molto lentamente nel cielo e sono presumibilmente originate da residui della disintegrazione della cometa Encke, mescolati a frammenti asteroidali. Le Tauridi, una corrente meteorica molto complessa, proverranno da un’area radiante a pochi gradi sud ovest delle Pleiadi ed il loro flusso è generalmente superiore a quelle di altre comete, restando visibile per svariati giorni quando la Luna consente le osservazioni. La cometa Encke, da cui sono originate, possiede il più breve periodo orbitale mai conosciuto per questi oggetti: per percorrere un viaggio completo intorno al nostro Sole impiega infatti soltanto 3,3 anni ed i suoi detriti ghiaiosi hanno dimensioni di ciottoli e piccole pietre, che colpiscono l’atmosfera terrestre a circa 25 chilometri al secondo. “Quello che mi colpisce delle Tauridi – afferma Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della NASA – è quanto profondamente penetrino nell’atmosfera terrestre. In media lo fanno sino ad un’altitudine di 70 chilometri

Leonidi 15-20 novembre: sciame meteorico particolarmente attivo in questi ultimi anni, prende il nome dalla costellazione del Leone, che nelle notti di novembre si vede sorgere ad EST intorno alle 2. Le migliori condizioni di osservabilità si hanno quindi nella seconda parte della notte, con la costellazione del Leone  alta nel cielo, ed in particolare nella notte tra il 17 ed il 18 novembre, momento di massima attività.

Geminidi 7-15 dicembre: nelle fredde notti di dicembre lo sciame delle Geminidi, uno dei più attivi dell’anno, compete con le più famose Perseidi di agosto. Esso è visibile dal 6 al 19 dicembre, ma il picco di massima attività  si ha nella notte tra il 13 ed il 14, quando sono attese fino a 100 meteore per ora. Discretamente lente, creano davvero uno spettacolo magnifico, soprattutto per i fotografi: circa il 3% di esse forma infatti  una spettacolare scia luminosa durante il passaggio. Le Geminidi sono inoltre meteore abbastanza insolite, in quanto non vengono generate dalle polveri di una cometa, come generalmente accade, bensì dal pianetino “Phaeton 3200″, un asteroide che in alcuni passaggi può avvicinarsi molto alla Terra. Come ogni sciame meteorico, prende però il nome dalla costellazione in cui si trova il radiante, ovvero il punto da cui sembrano provenire le meteore. Nel caso delle Geminidi dovremo quindi cercare la costellazione dei Gemelli, che vedremo sorgere ad Est e osservare il cielo poco a nord della stella Castore.

Molto meno attive delle Geminidi, nelle notti che precedono Natale saranno visibili anche le Ursidi, formate dai detriti della cometa Tuttle. Il picco di attività  si ha nella notte del 22 Dicembre, quando sono attese circa 20 meteore per ora, apparentemente provenienti dalla costellazione dell’Orsa Minore, dunque sguardo rivolto a Nord!

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