Quella della Corte suprema di cassazione è una sentenza destinata a fare discutere: secondo il tribunale non è infatti indispensabile per uno Stato ampliare l’istituzione e il vincolo matrimoniale alle nozze gay.

Non sarebbe infatti previsto e richiesto dalla Costituzione né dalle direttive dell’Unione Europea e pertanto la pubblicazione delle nozze tra coppie omosessuali non può essere legittimata.

La Cassazione si è pronunciata in questo modo in seguito al ricorso di una coppia. La sentenza verrebbe legittimata sia da due precedenti disposizioni della Consulta sia dalla Carta dei diritti fondamentali promulgata dall’Unione Europea.

L’articolo 12 infatti contempla la possibilità dell’estensione del modello matrimoniale a cittadini dello stesso sesso, così come l’articolo 8 implica il diritto a una relazione affettiva “protetta dall’ordinamento”, ma al tempo stesso non ratifica alcun obbligo al riguardo per i Paesi membri.

Stop alle nozze gay, ma nessun dietrofront per quanto riguarda la protezione dei diritti. Secondo la Corte infatti una tutela paritaria a quella matrimoniale deve essere garantita in tutte quelle situazione nelle quali il vuoto legislativo potrebbe generare una lesione dei diritti fondamentali.

La questione delle nozze gay nei giorni scorsi hanno contrapposto aspramente il sindaco di Roma Ignazio Marino e Angelino Alfano, ministro dell’Interno. La registrazione dei matrimoni celebrati all’estero è stata contestata anche dal prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha intimato la cancellazione.

Da Milano invece Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali, ha invece ricordato come la trascrizione delle nozze gay avvenute all’estero è legittima, in quanto non lesiva dell’ordine pubblico e giuridicamente valida secondo le legislazioni dei Paesi in cui è avvento il matrimonio.

Ovviamente, come ha dovuto ammettere Majorino, l’interpretazione a livello nazionale è tutt’altro discorso che dovrà essere affrontato dal Parlamento.