Buone notizie per il mondo omosessuale spagnolo:  i 22.442 matrimoni celebrati tra il 2005 e il 2011 ed approvati dal governo socialista di Josè Luis Zapatero, sono stati definitivamente legittimati dal tribunale supremo. Hanno l’ok anche le adozioni affidate alle coppie gay.

Nonostante la maggioranza dei voti in favore della legge (8 favorevoli su 11 giudici), la decisione per un Paese dall’impronta fortemente cattolica è stata, come era prevedibile, molto tormentata, soprattutto a causa dell’opposizione creata dal Partito popolare di Mariano Rajoy, oggi alla guida del governo di Madrid, e dal suo ricorso. Il Pp sosteneva che la legge socialista avrebbe snaturato “l’istituzione fondamentale del matrimonio” violando l’articolo 32 della Costituzione, secondo cui sono “l’uomo e la donna” che “hanno diritto di contrarre il matrimonio con piena uguaglianza giuridica”. Poco gradito, quindi, l’utilizzo della parola “matrimonio”, ad ogni modo accettata già da prima di conoscere la decisione della Corte Costituzionale, dal ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardo.

Prima della Spagna a compiere il grande passo son state nell’ordine: La Svezia, l’Olanda, quindi il Belgio, il Sudafrica e la Norvegia.

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