Il popolo irlandese si è espresso in maniera chiara e nel referendum che si è tenuto questo weekend ha detto sì alle nozze gay. Una scelta che ha subito suscitato un sacco di reazioni parecchio differenti anche nel nostro paese.

Al momento in Italia non è ancora prevista una legge sulle nozze gay, ma se non altro si sta accelerando per formulare un testo che preveda le unioni civili tra persone dello stesso sesso, con pari diritti a quelli delle coppie eterosessuali sposate.

Matteo Renzi sembra voler spingere in questa direzione e si auspica che presto si arrivi a una legge in tal senso. Come riporta Repubblica, il premier in privato avrebbe confidato: “Nel mio partito su questo tema c’è chi vorrebbe di più. Ma le unioni civili non sono più rinviabili”. Tra gli esponenti del Pd che hanno maggiormente a cuore l’argomento delle unioni e delle nozze gay vi è Cristiana Alicata, attivista per i diritti lgbt che negli scorsi giorni è entrata a far parte del cda di Anas.

Anche il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi si augura che presto si possa arrivare a un’approvazione delle unioni civili: “È una battaglia di civiltà e c’è la volontà di arrivare fino in fondo”. Tra i renziani, pure Andrea Marcucci si dichiara ottimista sul fatto che in Parlamento ci sia “un’ampia maggioranza su questo tema” che possa portare “all’approvazione finale in prima lettura entro l’estate”.

Tra chi gioisce per il sì al referendum sulle nozze gay in Irlanda vi è il presidente della Camera Laura Boldrini, che su Twitter ha scritto: “Dall’Irlanda una spinta in più. È tempo che anche l’Italia abbia una legge sulle unioni civili”.

Grande soddisfazione per il sì irlandese alle nozze gay anche da parte di Nichi Vendola di Sel, che su Facebook ha dichiarato: “Dalla cattolicissima Irlanda una lezione di civiltà. Vince la bellezza del diritto di avere diritti, vince l’amore contro i pregiudizi, vince la libertà contro l’oscurantismo. L’Irlanda che cambia rende ancora più triste la scena ipocrita e meschina della politica di casa nostra. Svegliati Italia!”.

All’interno della maggioranza del governo Renzi, non tutti potrebbero essere però dello stesso avviso. Da Area Popolare si fa infatti sapere che: “Se il Pd si trova altri voti, magari quelli del M5S, a noi non importa nulla. Noi comunque voteremo contro ma non usciremo dalla maggioranza”.

Matteo Salvini della Lega Nord continua intanto a dichiararsi contrario alle nozze gay: “Rispetto le scelte di vita di chiunque ma sono contrario al matrimonio. Quello vero pretende la presenza di un uomo e una donna, che fanno nascere dei figli. Rispetto tutti: gay, lesbiche, transessuali ognuno è libero di vivere come vuole. Allora riconosciamogli qualcosa: chiamiamole unioni civili, o qualcosa del genere, ma scopiazzare il matrimonio non è giusto. Per le coppie gay sono disponibile a ragionare di diritti, sotto qualunque punto di vista, però il matrimonio prevede l’uomo e la donna e il bambino dal mio punto di vista deve essere adottato da una mamma e da un papà. Chiamiamole unioni civili, però scopiazzare il matrimonio facendo finta che un bimbo possa avere due mamme e due papà non va bene, non sono d’accordo”.