L’aveva annunciato e alla fine l’ha fatto: il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha proceduto alla cancellazione della trascrizione delle tredici nozze gay avvenute all’estero e che era stata fatta dal sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia. Per cancellare le trascrizioni, il Prefetto di Milano ha nominato un commissario ad acta che si è poi occupato della procedura burocratica.

In seguito alla cancellazione della trascrizione delle nozze gay, le coppie interessate sono state informate attraverso l’invio di una lettera. Il sindaco di Milano, Pisapia, non ha affatto reagito bene a quanto avvenuto. Così come si legge sulla sua pagina Facebook, il primo cittadino fa sapere che la questione non è certo finita qui, visto che si dice pronto ad opporsi in tutte le sedi, per contestare quella che secondo lui è una decisione strumentale e discriminatoria.

Contro l’annullamento della trascrizione delle nozze gay, Giuliano Pisapia lancia persino un appello al parlamento italiano, affinché venga adottato al più presto un provvedimento legislativo che sia in grado di far allineare la normativa italiana in materia con quella dell’Europa.

L’intervento definitivo del Prefetto di Milano sulle nozze gay celebrate all’estero e poi trascritte in Italia è intervenuto dopo che al sindaco Pisapia era stato più volte richiesto di provvedere alla cancellazione delle stesse. Il Prefetto Tronca aveva adottato il provvedimento di annullamento lo scorso 4 novembre: nello stesso atto era stato richiesto al primo cittadino di Milano di provvedere senza ritardo a tutti gli adempimenti richiesti, in qualità di ufficiale di stato civile. In mancanza dell’esecuzione del provvedimento da parte di Pisapia, il Prefetto si è visto costretto a nominare un commissario ad acta che si provvedere ad adempiere.