I carabinieri di Nuoro hanno arrestato tre persone nell’ambito delle indagini dell’omicidio di Gianluca Monni, studente 19enne di Orune ucciso l’8 maggio del 2015 a fucilate mentre attendeva l’autobus. Il terzetto parrebbe implicato anche nella scomparsa di Stefano Masala, avvenuta un giorno prima e ancora avvolta nel mistero.

I tre arrestati sono coloro che comparirono nell’elenco elenchi dei sospettati all’apertura dell’inchiesta sulla morte di Monni: si tratta di Paolo Enrico Pinna e il cugino Alberto Cubeddu, entrambi accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere (per il caso di Masala); insieme a loro anche Antonio Zappareddu, che è invece imputato per detenzione illegale di armi da fuoco.

Nella giornata di ieri è scomparsa la madre di Stefano Masala, ammalatasi a seguito della scomparsa del figlio, e che aveva sempre chiesto che le ricerche non fossero interrotte.

Dietro la morte di Monni ci sarebbe stato un presunto torto fatto dal ragazzo. Durante una festa locale di Oruna la sua fidanzata sarebbe stata oggetto di apprezzamenti pesanti da parte di un gruppo di ragazzi di Nule. Stefano aveva reagito, e da lì era nata una lite, durante la quale Pinna avrebbe estratto una pistola solo per essere fermato dagli amici.

Non ancora chiaro il ruolo avuto da Masala, anche se una delle automobili utilizzate dal gruppo per dirigersi sul luogo dell’omicidio sarebbe appartenuta proprio a lui, ed è stata ritrovata completamente arsa a Pattada il giorno seguente quello del delitto. Il ragazzo invece scomparve nel nulla, per quanto gli investigatori ritengano che possa essere stato ucciso. Gli interrogatori delle prossime ore serviranno proprio a chiarire questi dettagli.