Chi ha ucciso a sangue freddo Gianluca Monni con tre fucilate mentre aspettava l’autobus per andare a scuola a Nuoro? Gli inquirenti stanno cercando di rispondere a questa domanda. I maggiori sospetti si concentrano su un minorenne, che nel dicembre scorso, durante la manifestazione Cortes Apertas, a Orune, ha minacciato con una pistola il ragazzo ucciso – che a sua volta difendeva la fidanzata dai pesanti apprezzamenti di quest’ultimo.

Le indagini su questo omicidio sono legate anche alla scomparsa di Stefano Masala, un ventottenne di cui non si hanno notizie da giovedì scorso. Il ragazzo avrebbe chiesto al padre la Opel Corsa, lasciando capire che l’avrebbe utilizzata per un appuntamento galante, ma poi non è più ritornato a casa. Con ogni probabilità quest’auto è stata utilizzata per compiere l’omicidio ed è poi stata bruciata nelle campagne di Pattada, tre giorni fa – ad indirizzare questo collegamento è stata anche una testimonianza tra chi ha assistito all’omicidio a sangue freddo: l’auto usata per l’agguato aveva dei fiocchi bianchi, secondo gli inquirenti sarebbero i resti di un addobbo per il matrimonio dello zio materno di Stefano Masala che è stato celebrato poco tempo fa.

Oltre al minore, gli inquirenti stanno vagliando la posizione di altre tre persone. Tutte avrebbero alibi poco credibili. Questa brutta vicenda potrebbe essere vicina all’epilogo con l’arresto del colpevole/dei colpevoli. Intanto la famiglia di Stefano Masala ha lanciato un appello a chiunque possa aiutare a ritrovarlo. Il ragazzo ha bisogno di sottoporsi ad una terapia a base di cortisone ogni due giorni, senza il quale rischi di avere ricadute sulle sue capacità di deambulazione ed alla vista. Per il ventottenne si teme il peggio: questa mattina dei militari si sono presentati a casa dei suoi genitori per chiedere qualche suo indumento e poi hanno iniziato una vasta battuta – grazie anche alle unità cinofile – per trovare qualche sua traccia.