Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.5 è stata registrata in Nuova Guinea alle 9.48 – qui da noi era l’1.48. L’epicentro era nel tratto di mare tra la Nuova Irlanda e la Nuova Britannia est. Per l’Istituto geologico americano (Usgs) la terra ha tremato ad un profondità di 65 chilometri. La città più vicina all’epicentro – Kokopo – si trova a 54 chilometri, ed ha circa 20.000 abitanti (mentre la capitale Port Moresby è a 787 chilometri). Alla scossa iniziale ne è seguita un’altra di magnitudo 5.7.

Secondo il centro d’allerta per gli tsunami del Pacifico: “in funzione dei parametri preliminari del terremoto“, “sono possibili delle onde di tsunami pericolose per le coste situate in un raggio di mille chilometri attorno all’epicentro“. Si attendevano delle onde di un’altezza compresa tra uno e tre metri sulle coste della Papuasia Nuova Guinea, mentre onde di forza minore – 30 centimetri -si prevedeva avrebbero raggiunto le coste di Australia, Giappone, Filippine e Nuova Caledonia. In realtà non si dovrebbe essere verificato nulla di quanto previsto: visto che non si registrano danni a persone o cose.

I terremoti sono frequenti in Papuasia Nuova Guinea, perché si trova sulla cintura di fuoco del Pacifico – una zona che ha un’estensione di 40.000 chilometri dove si scontrano diverse placche tettoniche e nella quale si stima che avvengano il 90% dei terremoti mondiali.

L’ultima scossa di terremoto di una certa importanza che aveva colpito questa zona si era verificata nel dicembre dell’anno scorso sull’isola Bougainville nell’arcipelago delle Salomone. Nel 2013, una scossa di magnitudo 8 aveva fatto dieci morti e distrutto centinaia di abitazioni sulle isole Salomone.

La regione colpita dal sisma presenta anche una forte attività vulcanica. Vicino all’epicentro si trova la città di Rabaul. Questo centro era stato distrutto nel 1994 da un’eruzione del monte Tavurvur.