Alla fine i capigruppo a Montecitorio hanno deciso, la riforma della legge elettorale approderà nell’aula della Camera dal 27 gennaio. Fino a quel giorno sarà il lavoro della commissione decisivo a far approdare il testo entro la fine del mese.

“Legge elettorale, tagli a province e costi politica, jobsact, diritti. Sembrava impossibile, #eppursimuove”, ha scritto Matteo Renzi su Twitter aggiungendo, “È proprio #lavoltabuona”. Ncd, che preferirebbe la prima settimana di febbraio, ha poi subito avvertito: “Basta che non sia data spot”.

Gli interlocutori che il Pd di Matteo Renzi ha scettro per la nuova legge sono il Movimento 5 Stelle e Forza Italia.

Il partito di Beppe Grillo dice di non essere disponibile per trattare su questo tema. Maria Elena Boschi, responsabile Riforme del partito, ha capito della chiusura del M5S dopo l’incontro con Danilo Toninelli, deputato M5S, “Mi ha confermato la chiusura totale alle nostre tre proposte di riforma”, ha fatto sapere la Boschi.

Vanno avanti invece i contatti con Forza Italia, è Denis Verdini a sondare il terreno in attesa di un possibile incontro tra il sindaco di Firenze e Silvio Berlusconi.

Delle tre proposte lanciate da Matteo Renzi nei giorni scorsi, quella preferita da FI sembrerebbe quella sul modello spagnolo, che preferisce i partiti più grandi e “punirebbe” quelli più piccoli come Ncd, mentre dentro alla maggioranza si guarda con più favore al modello ‘sindaci’.

Forza Italia chiede la riforma del voto e poi subito alle urne e tramite Renato Brunetta, suo capogruppo della Camera, lancia anche la data: “Governo di fatto in crisi. Letta deve dare le dimissioni. Si faccia la nuova legge elettorale e si vada a votare il 25 di maggio per le elezioni politiche assieme alle elezioni europee”.