L’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla nuova legge elettorale (CLICCA QUI PER I DETTAGLI) ha fatto storcere il naso non solo tra gli avversari di Pd e Forza Italia ma anche tra ipotetici alleati e all’interno degli stessi partiti. Il premier Enrico Letta è tra i pochi che parla di “buona direzione ed è fondamentale che si arrivi ad una nuova legge elettorale prima delle elezioni europee, insieme alle due prime letture della riforma costituzionale del titolo V e sulla fine del bicameralismo”. L’intesa riguarderebbe una legge elettorale bipolarista, la riforma del titolo V della Costituzione e la fine del bicameralismo perfetto. Il pacchetto verrà presentato ufficialmente lunedì 20 gennaio in una direzione ad hoc del Pd.

Non mancano le solite critiche che arrivano da una minoranza dei Dem: i ‘bersaniani’ contestano al neosegretario il metodo adottato per arrivare alla proposta di una nuova legge elettorale (QUI GLI APPROFONDIMENTI) e il modello scelto temendo che l’intesa Renzi-Cav indebolisca il governo Letta (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU‘): “Continuo a ritenere opportuna un’intesa prima tra le forze politiche di maggioranza se si crede alla necessità di questo governo - afferma il deputato Danilo Leva - Auspico che il segretario proponga un sistema elettorale a doppio turno e che non arrivi a proporre liste bloccate”. Diretto l’attacco di Fassina: “L’accordo è fatto da Renzi, non dal Pd. Mi sono un po’ vergognato perché non dovevamo rilegittimare per la terza volta il Cavaliere dopo che c’e’ stata una sentenza di condanna. Il partito si deve ancora esprimere, bisogna consultare la base. Ma nessuna scissione”.

Di parere contrario il senatore renziano Andrea Marcucci: “Renzi è riuscito in poco più di un mese a fare ciò che veniva rinviato da almeno sette anni”. Lo stesso segretario del Pd risponde alle critiche attraverso su Facebook: Sono stato eletto alle primarie per cambiare le regole del gioco, per rilanciare sul lavoro, per dare un orizzonte al PD e all’Italia. Dopo 20 anni di chiacchiere, in un mese abbiamo il primo obiettivo a portata di mano. Dopo 20 anni di chiacchiere un accordo ‘alla luce del sole’ per ‘cambiare le regole del gioco’ è a portata di mano”. La presentazione ufficiale del modello sarà fatta lunedì in una direzione ad hoc del Pd.

Un modello volto a scontentare il vicepremier Alfano, e i toni aspri del leader Ncd lo confermano: ”Abbiamo vinto noi, il sistema spagnolo che ci avrebbe strangolato in culla è morto prima di nascere. L’accordo non è ancora definito. Si scordino di fare la legge elettorale senza di noi: non possono farla e non la faranno. Si scordino anche di farla contro di noi. Il Ncd non vuole essere ricondotto all’ovile, cioè nell’orbita di Forza Italia per legge. Togliete i nostri voti dai sondaggi e il centro destra diventa terzo polo. Da noi arrivano proposte di buon senso: uno sbarramento vero per non sottostare al ricatto dei partitini, l’indicazione chiara del premier da parte di colazioni prima delle elezioni per sapere subito chi governa e l’esistenza delle stesse coalizioni. Se poi Renzi vuole fare un governo con Berlusconi vada pure avanti”. Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi: “E’ inaccettabile che due partiti decidano di eliminare per legge gli altri”.

La sfida sarà probabilmente sulla soglia per conquistare il premio di maggioranza: “Forza Italia punta a raggiungere il 36 per cento, perché con il 15 per cento come premio di governabilità potrà arrivare al 51 per cento – sottolinea Berlusconi  (foto by InfoPhoto) -. Da noi è il capo dello Stato che decide se una cosa si può fare o meno. E io con tre capi di stato di sinistra ho avuto cocenti delusioni”. Scelta Civica sembra voler prender tempo, spostando la discussione in ambito parlamentare in attesa che il Pd presenti le sue proposte mentre all’opposizione si fa sentire il M5S. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio respinge la proposta di “riformare la legge insieme ad un condannato come Berlusconi”, e invita Renzi a “discutere in Parlamento evitando incontri in stanze segrete che servono solo a riesumare Berlusconi” annunciando che i ‘cinque stelle’ presenteranno la loro proposta “dopo aver consultato la gente, a fine febbraio”. Sel evita commenti mentre la Lega Nord è pronta a un confronto anche se definisce “un inciucio” l’incontro tra il leader Pd e l’ex premier.

Un incontro che lo stesso Gianni Cuperlo non approva: il presidente del Pd chiede di ‘partire dalla maggioranza’ per la legge elettorale e torna a invocare un nuovo governo. “Da tempo Berlusconi non dominava le prime pagine per il suo ruolo politico mentre tra ieri e oggi è tornato a farlo – ha detto in un’intervista a Repubblica -. Che le riforme si facciano me lo auguro con tutto il cuore. Ma, Dio non voglia, che il prezzo da pagare sia resuscitare sul piano politico chi abbiamo combattuto negli ultimi 20 anni. Il timido Letta aveva accompagnato il capo della destra sotto il cartello ‘Exit’; il vulcanico Renzi l’ha accolto sul tappetino ‘Welcome’. Spero sia la mossa del cavallo, e non il passo del gambero”.

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