Un terremoto devastante di magnitudo 7.8 ha colpito nella notte l’isola meridionale della Nuova Zelanda, causando ingenti danni e provocando almeno due morti, per quanto una stima complessiva precisa delle vittime sia ancora lontana.

Secondo il premier John Key gli effetti del sisma, che ha avuto come epicentro Hamner Springs, una località a circa 120 miglia dalla città di Christchurch, avrebbero provocato danni pari a quasi 1,5 miliardi di dollari.

Due in realtà le scosse principali succedutesi in rapida successione per circa due minuti; molto più numerose le successive scosse di assestamento, quasi cinquanta al momento, alcune delle quali arrivate a 6.2 gradi della scala Richter.

Nel frattempo è stata ritirata l’allerta per lo tsunami che ha colpito la costa orientale, con onde alte anche due metri abbattutesi sull’area di Kaikura: nella notte le autorità hanno provveduto all’evacuazione di migliaia di persone, che sono state fatte alloggiare nel Parlamento neozelandese.

Al momento vi sono ancora città senza luce ed elettricità, quali Blenheim e Nelson, mentre tutti i treni diretti alla capitale e i traghetti che collegano le due isole sono state bloccate; inagibili anche numerose strade statali e provinciali, con il manto che è stato irrimediabilmente compromesso.

Le due vittime accertate sono state registrate a Kaikura e a Mount Lyford: la prima a causa di un crollo di una causa e l’altra per le conseguenze di un attacco di cuore. Per fortuna al momento non si conoscono casi di ferimenti gravi, anche perché la maggior parte delle case del Paese viene costruita in legno, materiale molto resistente alle scosse sismiche.