Ancora una volta il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo è pronto ad espellere dalla sue fila i propri “cittadini”. Questa volta si tratta dei deputati Massimo Artini e Paola Pinna, che sono finiti del mirino di Grillo e del suo guru Casaleggio già da diverso tempo. Considerati dissidenti, Artini e Pinna sono stati accusati soprattutto di non aver restituito la diaria e le eccedenze dai loro stipendi di parlamentari, andando così contro il regolamento del Movimento Cinque Stelle. Alle ore 19 di oggi il movimento voterà online per decidere se espellerli o meno.

La questione ha fatto divampare un’accesa polemica. Perché se da una parte Grillo e Casaleggio dicono di aver pubblicato tutta la documentazione che attesterebbe le cifre non restituite dai due deputati, dall’altra parte i diretti interessati si difendono postando copie dei bonifici effettuati per la restituzione delle somme in eccesso.

La notizia delle ennesime espulsioni dal Movimento Cinque Stelle ha fatto infiammare gli animi all’interno del movimento stesso. Il cittadino deputato Segoni, per esempio, ha lanciato un hashtag “BeppeQuestaVoltaNonCiSto” e su Facebook ha chiesto che Grillo e Casaleggio facciano luce su quanto è accaduto. Contraria alle espulsioni anche la deputata Gessica Rostellato, che si è scagliata anche contro il post apparso sul blog di Grillo, in cui si “denunciava” la vicenda in cui sono coinvolti Artini e la Pinna.

Non tutti si schierano dalla parte dei due deputati, però. Qualcuno prende anche le difese di Grillo e del Movimento. E’ il caso della deputata Paola Carinelli, oppure della deputata Laura Castelli, che addita chi come Artini e Pinna sarebbero solo delle mele marce. Sta di fatto che il caso Artini/Pinna arriva dopo giornate assai movimentate per i Cinque Stelle: nei giorni scorsi al centro delle polemiche è finito Walter Rizzetto, che ha criticato la linea del movimento ma soprattutto Pizzarotti, il sindaco di Parma, i cui rapporti con Grillo sono turbolenti ormai da un bel po’ di tempo.

Il gelo tra i due è calato per la questione dell’inceneritore nella città di Parma e qualche giorno fa la polemica è stata rimpolpata dalla scelta di Pizzarotti di invitare Matteo Renzi a Parma a pochi giorni di distanza dal voto delle elezioni regionali in Emilia Romagna.

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