Fra le nuove parole introdotte nel dizionario Zingarelli 2015, non poteva mancare un lemma che è ormai divenuto di uso comune, anzi comunissimo, nella nostra vita di tutti i giorni: il selfie (o la selfie, fate voi). La sua origine pare rintracciarsi nel film “Thelma & Louise” di Ridley Scott ma il lancio in grande stile dell’autoscatto è poi arrivato grazie ad un selfie collettivo che attori ed Ellen Degeneres si sono scattati durante la cerimonia di consegna degli Oscar 2014. Da allora la selfie mania ha contagiato un po’ tutti, anche personaggi ‘insospettabili’ come i politici (a volte con risultati piuttosto bizzarri; guardate ad esempio il video di questa ragazza, alla ricerca dell’autoscatto perfetto).

Ma gli aggiornamenti non si fermano al selfie e anzi, sono piuttosto corposi. Fra gli altri lemmi troviamo il verbo “svapare“, ossia fare la nuvola di fumo con la sigaretta elettronica; “redditest“, ossia il software che l’Agenzia delle Entrate messe al servizio dei contribuenti affinché possano valutare da soli la congruenza tra il reddito dagli stessi dichiarato con i beni che si posseggono in realtà e con i servizi di cui si è usufruito. In ambito economico, fa la sua comparsa anche il termine “spesa spalmabile”.

Spazio anche ad altre parole importante da vocabolari stranieri: entra a far parte dello Zingarelli 2015 la wedding planner (colei che organizza matrimoni), il videoreporter e lo scouting. Fra i verbi fa la sua apparizione “empatizzare” mentre fra le paure vengono introdotti i termini nomofobia (il timore incontrollato di non poter avere a disposizione il proprio telefono cellulare) ed eterofobia (paura per tutto ciò che è altro, diverso e alternativo da noi).

In ambito tecnologico non poteva mancare neppure il Phablet, un device che raccoglie in sé le caratteristiche di un tablet e di uno smartphone. Apple, Samsung e Google ne hanno lanaciati diversi in commercio e a quanto pare il futuro dell’elettronica appartiene proprio a questi dispositivi. In ambito politico, infine, è stato aggiunto il termine cachistocrazia, che non è affatto di buon auspicio, in quanto significa governo dei peggiori.

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