La circolare arriva direttamente dal ministero dell’Interno e porta la firma del direttore del Dipartimento Immigrazione – ovvero quella del prefetto Mario Morcone. Il tono è perentorio e chiede ai prefetti di individuare strutture idonee all’accoglienza dei migranti sui loro territori, anche con “provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione“. Si prevede che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Campania mettano a disposizione 700 posti, 300 invece dovranno essere trovati da Marche, Lazio e Puglia. I restanti 1.400 posti dovrebbero essere divisi nelle restanti regioni italiane.

Queste necessità – il conto fino a ieri parlava di sbarchi nel nostro paese che hanno riguardato 18.260 persone, e con quello che è successo nelle ultime ore il conto potrebbe superare quota 20.000, con numeri record simili a quelli del 2014 – si stanno scontrando con le resistenze degli amministratori locali, in particolare di quelli delle regioni del Nord dove si andrà a votare per eleggere i sindaci e i governatori.

Complessivamente sarebbero più di 80.000 gli stranieri sbarcati ospitati in Italia – 14.000 sarebbero minori non accompagnati. La situazione è particolarmente preoccupante se si considera che si sta avvicinando la bella stagione, e che secondo Frontex ci sarebbero tra il mezzo milione ed il milione di profughi che sarebbero pronti a partire dalle coste della Libia.

Fino ad ora le presenze dei migranti sono concentrati soprattutto nelle cinque regioni meridionali – la metà degli immigrati sono concentrati al Sud e la Sicilia sopporta il peso maggiore. Secondo Mario Morcone “Se tutti i Comuni collaborassero si tratterebbe di destinare poche persone a ciascun Comune, con un impatto sociale modesto“.

Sempre in piedi l’idea di adattare alcune caserme che la Difesa è pronta a dismettere. Sono state avviate le procedure per dare inizio ai lavori di ristrutturazione, ma se la situazione degli sbarchi dovesse improvvisamente peggiorare non è escluso il ricorso alle tende.

Il governo Renzi ritiene che la strada per frenare i flussi migratori, passi obbligatoriamente attraverso la stabilizzazione della Libia. L’idea italiana sarebbe quella di creare dei “Safe harbours“, ovvero dei centri di accoglienza per i profughi africani che dovrebbero sorgere nei paesi di transito, e che dovrebbe gestire le pratiche di asilo che poi dovrebbero essere equamente distribuiti tra i 28 Stati dell’Unione europea.