I nuovi voucher non funzionano. A testimoniare il fallimento della nuova formula per il pagamento del lavoro occasionale gli agricoltori del trevigiano, che puntano il dito contro l’estrema burocratizzazione del buono lavoro.

“La vendemmia anticipata la facciamo con amici e parenti: i nuovi voucher sono troppo complicati, non riusciamo a utilizzarli. Chi può, arriva addirittura a preferire i contratti a tempo determinato”, queste le parole degli agricoltori della marca trevigiani riportate dalla Repubblica.

I nuovi voucher, attivi da soli 45 giorni, sono stati utilizzati per pagare solamente 6.742 lavoratori occasionali: di questi 6.056 per le micro imprese e 686 per lavori familiari. Sull’Inps sono 16.250 gli utilizzatori e 10.767 i lavoratori.

A limitare la possibilità di utilizzo il fatto che questo nuovo voucher, rispetto al vecchio, non può essere utilizzato dalle imprese con più di 5 dipendenti stabili. Ciò significa che il 90% di chi utilizzava il vecchio voucher viene ora escluso.

Altro vincoli sono: imprese agricole ammesse solo se impiegano pensionati, studenti under 25, disoccupati e cassintegrati. Niente voucher per imprese edili, cave, miniere e opere e servizi svolti in appalto. Per le pubbliche amministrazioni solo con progetti speciali. E le famiglie? Possono utilizzare voucher per piccoli lavori disabili e lezioni private.

Il massimo di importo derivante dai voucher è di 5 mila euro all’anno (quello vecchio aveva un tetto di 7 mila), e non più di 2.500 euro dallo stesso utilizzatore. Inoltre ci sono anche delle basi minime da rispettare: almeno 36 euro al giorno; 9 euro netti all’ora e 12,37 lordi per le imprese e 8 euro netti e 10 lordi per le famiglie.