Secondo quanto riportato da un’esclusiva Espresso-Repubblica, il nuovo capo del Santo Uffizio nominato da papa Francesco, l’arcivescovo Luis Ladaria Ferrer, nel marzo 2012 avrebbe coperto un prete pedofilo che successivamente era stato ridotto allo stato laicale. Le accuse per il prete pedofilo, ovviamente, quelle di abusi sessuali su minori anche se lo stesso non sarebbe mai stato denunciato alle autorità.

La mancata denuncia e il presunto ordine di mantenere nascosta la condanna canonica, avrebbero consentito all’ex prete pedofilo di continuare indisturbato la sua azione: diventato allenatore di una squadra di calcio giovanile della provincia di Foggia, l’uomo avrebbe molestato almeno dieci bambini.

L’ex prete coperto dall’attuale Capo del Santo Uffizio sarebbe finito sotto processo in Vaticano nel 2009. Nonostante abbia subito la pena massima in ambito ecclesiale (ossia essere ridotto allo stato laicale), il prete non sarebbe mai stato denunciato e tutta la questione sarebbe stata insabbiata. E se per il Vaticano il prete era a tutti gli effetti un pedofilo, lo stesso non lo sarebbe mai stato per lo Stato italiano, visto che l’uomo non sarebbe mai stato denunciato.

Finito ad allenare una squadra di calcio, nell’aprile del 2015 un genitore denuncia l’uomo, che viene arrestato per ordine di un pubblico ministero di Bari. Dall’arresto al processo, in cui l’ex prete, in primo grado, è stato condannato a otto anni di pena detentiva per aver abusato di un bambino di dodici anni. Tra qualche giorni inizierà anche un secondo processo, in cui l’uomo dovrà difendersi da accuse simili per abusi perpetrati ai danni di altri minori.