Al mattino non si può annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio baci e abbracci“. Questo è ciò che Pier Luigi Bersani pensa della proposta di Silvio Berlusconi, avanzata in mattinata, di sostenere un governo guidato dal segretario del Pd e in cui Angelino Alfano sia il vice. E sull’altra questione pressante del Pdl, garanzie che al Quirinale non ci vada un altro esponente di sinistra, Bersani ha aggiunto: “Ci manca solo che discutiamo di questo. Se ne discuterà a tempo debito e non è il caso di mescolare i temi“.

Punto e a capo. Il rebus oggi non è meno oscuro di ieri. Nelle sue personalissime consultazioni, l’aspirante presidente del Consiglio sta incontrando tutti tranne chi deve veramente incontrare, cioè rappresentanti del Pdl o del M5S, perché il governo può solo nascere da un’alleanza con uno tra questi due soggetti. Per loro se ne riparla domani, quando incontrerà il Pdl, e mercoledì, quando toccherà ai grillini. Giovedì Bersani (foto by InfoPhoto) riferirà al presidente della Repubblica. Per allora dovremo, per forza di cose, saperne di più. E sarebbe ora.