Parlano in continuazione, ma dicono sempre le stesse cose. Trentatré giorni dopo le elezioni e nessuno accenna a spostarsi di un millimetro dalle proprie posizioni. Pier Luigi Bersani ha convocato una conferenza stampa per dire, per l’ennesima volta, che l’unica possibilità per il Paese è un governo del Pd da lui guidato e appoggiato da tutti gli altri partiti, ma in cui gli altri partiti non devono avere voce in capitolo. In campagna elettorale diceva che si sarebbe comportato come se avesse il 49% dei voti pur avendo il 51%. Oggi ha il 30% e parla come se avesse il 60%. Il mantra è sempre lo stesso: mai un governo col Pdl, e Grillo sbaglia a non mettersi insieme a lui. “Chiediamo corresponsabilità agli altri partiti. Ma non si realizza con un governissimo Pd-Pdl-Scelta Civica: sarebbe una risposta sbagliata perché finirebbe per raffigurare politica che si chiude nel fortino e si protegge. Il mio appello è: guardatela meglio, questa proposta. E’ l’avvio di un meccanismo inedito che consegni in tempi certi la riforma della seconda parte della Costituzione, dopo 15 anni di delusioni. Abbiamo proposto questo schema a tutte le forze parlamentari, perché quelle più simili a noi partecipino e perché le altre non impediscano la partenza della legislatura”.

Se la prende con Grillo: “Ci siamo trovati di fronte ad un disimpegno conclamato da parte del M5S, che a quanto pare intende mettere nel frigorifero 8 milioni di elettori”.

Se la prende con Silvio Berlusconi: “Dal lato del Pdl e dei suoi alleati, abbiamo registrato una posizione a verbale: che accetta questo schema che proponiamo, in qualsiasi forma, purché questo sia bilanciato dalla scelta della presidenza della Repubblica. Questo per noi è stato un atteggiamento improponibile e inaccettabile”.

E della doppia commissione inventata da Napolitano? “Il presidente della Repubblica ha fatto quello che poteva e doveva fare, cioè dare una continuità istituzionale al Paese. Noi accompagneremo assolutamente questa fase. Ma la nostra proposta è secondo noi l’unica pista possibile”. Anche senza Bersani? “Bersani è a disposizione per questa soluzione, ma se Bersani è un problema, Bersani è a disposizione perché prima c’è l’Italia”.

E sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica? Sibillino, il leader del Pd (foto by InfoPhoto) risponde: “Noi siamo in modo ligio fedeli alla Costituzione, che ci impone di lavorare onestamente per trovare nelle prime tre votazioni una posizione comune. Noi lavoreremo onestamente perché la Repubblica abbia un presidio della più larga condivisione, fino a prova contraria dell’impossibilità di trovarlo”.

Qui sotto il video di una parte della conferenza stampa di Pier Luigi Bersani.