Seconda ripresa, tutto come prima. La delegazione del Movimento 5 stelle, rappresentata dai capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi, è uscita dall’ufficio del presidente della Repubblica e ha ripetuto per l’ennesima volta il solito copione scritto da Beppe Grillo: nessun accordo. Queste le parole di Crimi: “Noi siamo disponibili a formare un governo a 5 stelle e abbiamo rilanciato al Presidente questa opportunità. Un governo che possa avviare il reddito di cittadinanza, rilanciare le piccole e medie imprese e ridurre i costi della politica. Non daremo la fiducia ad alcun governo politico o pseudo tecnico fatto da questi partiti. Ma siamo disponibili a votare singoli provvedimenti”.

Puntualmente Grillo ha esternato la sua parabola quotidiana sul proprio blog: “La ricostruzione delle piccole e medie imprese deve iniziare subito per evitare il fallimento del Paese. Un primo passo è l’abolizione dell’IRAP che ammonta a circa 20 miliardi l’anno di tasse sulle imprese, anche se in perdita. Perdono e pagano le tasse sulla perdita, lo Stato si comporta come chi davanti a uno che affoga gli lega un masso al collo. L’IRAP coincide grosso modo ai maggiori costi della politica in Italia comparati con i maggiori Paesi europei. Sarebbe sufficiente tagliare questi costi per eliminare l’IRAP e dare ossigeno alle imprese”. E alla radio grillina La Cosa: “Siamo nel settore della psichiatria, più che della politica. Compulsioni e comportamenti non più normali. Devono andare a casa tutti. Ma prima faremo verifiche sui loro patrimoni”.

Le consultazioni di Giorgio Napolitano prevedono ora gli incontri, tutti oggi, con Scelta civica, Sel e Pd. Questa mattina è toccato a Pdl e Lega.