Dello sconfitto non ha l’aspetto e neppure i modi. Tanto è vero che dalla campagna elettorale alle mille consultazioni del post voto, Matteo Renzi (foto by Infophoto) è stato protagonista assoluto. E continua ad esserlo anche in questa tortuosa fase politica, passando dal chiodo di “Amici” agli appelli a muoversi lanciati ai sonnacchiosi colleghi del Pd, in fase di stallo dopo il fallito tentativo del segretario Bersani di formare un governo.

“Stiamo perdendo tempo. Patto con il Pdl o meglio votare” ha detto al Corriere della Sera, ripetendo un mantra che ormai ha fatto suo e che aveva già annunciato in un incontro pubblico ieri. Pur assicurando di non voler tentare la scalata, il sindaco di Firenze si dice pronto a nuove primarie in caso si tornasse a votare. La posizione del Pd decisamente non piace a Matteo Renzi: “Non si può stare così, in mezzo al guado. Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti”.

Durissime anche le parole nei confronti del Movimento Cinque Stelle, accusato dal sindaco di avere “umiliato” il segretario Bersani, “andando in streaming a elemosinare mezzi consensi” a persone che hanno dimostrato “arroganza e tracotanza”. Mi veniva da dire, spiega ancora Renzi, ‘Pierluigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare così!’”. E proprio da Grillo, ieri, l’ennesimo rifiuto nei confronti del centrosinistra: “Chi vuole l’accordo con il Pd – ha detto il leader del M5S – ha sbagliato a votare Cinque Stelle”.