Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, cerca di dare uno scossone allo stallo politico con azioni decide: c’è chi parla di un possibile Governo del presidente, con un candidato proveniente dalla consulta. Ma all’orizzonte ecco anche l’idea delle dimissioni anticipate. Tutta colpa del fallimento delle consultazioni di Pier Luigi Bersani.

La guerra è lunga, ma stamattina qualcosa potrebbe già sbloccarsi. Si potrebbero avere due scenari possibili: da una parte una convocazione al Quirinale di una personalità di forte caratura istituzionale, un presidente o ex presidente della Consulta, che potrebbe ricevere da Giorgio Napolitano l’incarico per formare un governo del presidente o di scopo. La seconda, che avrebbe un effetto sicuramente più catastrofico, sarebbero le dimissioni anticipate del capo dello Stato, vista l’estrema difficoltà di superare lo stallo.

Dunque, dal weekend delle elezioni del 24-25 febbraio ad oggi solo tempo perso. Napolitano e soprattutto Bersani hanno perso, non sono riusciti a trovare un’intesa per il paese. Con tutti i partiti uno contro l’altro, c’era ben poco da fare: “Non sono disponibile a fare governicchi alla fine del mio mandato e all’inizio di una nuova legislatura – ha detto spesso Napolitano - un governo del presidente senza il presidente, come si fa? Forse è meglio che sia il prossimo inquilino di queste stanze a far partire, se ci riesce, un esecutivo del genere… almeno potrà sostenerlo con la forza della propria carica”.