E’ noto che Micol sta all’attualità come la cassata napoletana al concetto di “dieta”.

Tradotto: due concetti che non si parlano. Che non comunicano tra di loro, e che non hanno nessun intento o argomento in comune. Ma per una volta, una sola, vorrei esprimere l’umile “opinione coniglia” sul tema caldo della settimana: Francesco. Il nostro nuovo vescovo di Roma, come si autodefinisce lui stesso in preda ad un’evidente imbarazzo all’idea di doversi autodefinire il nuovo “Santo Padre”. Lo capisco poverino. Come vi sentireste voi se doveste improvvisamente abbinare la parola “santo” alla vostra persona?

A meno che non si sia dotati di un ego oltremodo smisurato, il senso di smarrimento deve far da padrone.

Prima del Conclave i titoli dei giornali erano allarmanti. Dalla copertina di “Sette” il titolone: “Conclave drammatico” ti buttava addosso senza preavviso sudori freddi e crampi allo stomaco.

Ed il dramma c’è stato in effetti: il nuovo Papa ha messo a tacere con gentilezza diplomatica e amabile tutta la stampa abituata a vivere sull’ostilità.

Devo ammetterlo signori e signore, questo nuovo papa me ‘sta a fa simpatia. Molta. E non solo a me. Perfino la Littizzetto, perfino lei, ha elogiato quello che anch’io, a partire dalle ventidue di Mercoledì scorso, ho osannato: l’educazione. “Buongiorno”, “Buonasera”, “Buon Pranzo”. Oh ma che felicità questa dimostrazione di senso civico e buona creanza dal balcone più famoso del pianeta Terra. A Dio piacendo d’ora in poi i vicini di casa non potranno più ignorarti nascondendosi e giustificandosi dietro un “orticante”: “Viviamo in tempi in cui la civiltà e la buona creanza non sono altro che sentimenti antichi”(cit). Addirittura il Papa saluta migliaia di pecorelle che lui non ha mai visto. La maleducazione non ha scampo.

Trionfo dell’educazione e dei consensi per questo Papa. Oltre alle buone parole arrivate dalla Littizzetto perfino Crozza, (memore delle polemiche scatenate dopo il suo pezzo comico in onore del  neoeletto Benedetto XVI) non ha trovato “appigli” per dare alla sua satira un tono “piccante” e polemico. Nulla. Solo un vago paragone con Raimondo Vianello, qualche battuta sul fatto che parlasse con Zanetti e nulla più.

Aver messo a tacere la comicità “ne abbiamo per tutti” italiana è senza ombra di dubbio il primo miracolo di questo Papa. Il secondo è avere convinto mia nonna ad andarsi a confessare dopo quindici anni dall’ultima sua visita nel confessionale.

E’ indubbio che Francesco si creerà parecchi nemici nel tempo di un paio di mesi, è indubbio che i nostri “opinionisti della cattiveria gratuita” stanno aspettando  la prima dichiarazione contraria all’aborto, alle coppie di fatto ed ai matrimoni gay per attaccarlo in pubblica piazza. La mia unica consolazione è che questo Papa, dietro l’aria mite e gentile, è chiaramente un uomo di polso, carismatico e dotato di un fascino irresistibile per i media. Come si suol dire “buca sfacciatamente lo schermo”.

Se Sua Santità si degnerà di rispondere alle future polemiche io mi godrò quelle che si prospettano delle vere e proprie pubbliche disfatte dal divano, in vestaglia rosa e tisana al carciofo. Perché, a Dio piacendo, il nostro Vescovo di Roma non sembra dotato di quella che per molti oggi è un grande pregio: la passività.

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