Inizia oggi la corsa del nuovo parlamento, chiamato a creare le due camere dell’esecutivo che dovrebbero cercare di portare avanti la governabilità del paese. Lo scontro tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico prosegue: la fumata bianca appare lontana, visto che l’intesa proprio non c’è. Il Pdl deciderà il da farsi, la lista Monti cerca di capire da che parte tira il vento.

Intanto il M5S ha scelto i suoi candidati per Camera e Senato. Sono il napoletano Roberto Fico, 38 anni, e il pavese Luis Alberto Orellana, 51, nomi arrivati dopo quasi sei ore di estenuanti riunioni. Ma a tener banco è il dialogo, al momento ancora in stallo, tra il Pd e lo stesso Movimento Cinque Stelle. E’ saltato l’incontro con la delegazione Pd, inizialmente previsto per ieri sera e poi spostato a stamattina alle 8.30: “Il Pd ci ha chiesto di rinviare la riunione, ma è troppo tardi e per questo abbiamo declinato l’invito”, spiegano da M5S. Pier Luigi Bersani, dall’assemblea dei senatori del partito, replica: “Finora la nostra proposta di corresponsabilità non è stata raccolta dalle altre forze. Propongo dunque di votare sia alla Camera sia al Senato scheda bianca per continuare a lavorare ad un accordo”.

Poi in una nota si legge: “L’informazione secondo la quale il Pd avrebbe già deciso di votare proprie candidature sia per la Camera, sia per il Senato, diffusa oggi anche dai Tg, non ha alcun fondamento. Il Pd conferma di essere alla ricerca di un dialogo aperto perché ciascuno prenda le proprie responsabilità di fronte al tema delle istituzioni e si arrivi se possibile ad una scelta condivisa”.

Ma arrivano altri segnali che parlano di divisioni all’interno del Pd stesso. Matteo Renzi, a Roma, in un’hotel vicino alla stazione Termini, ha tenuto una riunione con i circa cinquanta parlamentari democratici della sua area. Tra i presenti, fra gli altri, anche Paolo Gentiloni, Roberto Giachetti, Matteo Richetti, Ernesto Carbone ed Ermete Realacci. Intanto Antonio Leone del Pdl sarà il presidente provvisorio della seduta d’insediamento della Camera dei deputati di oggi.

Bersani apre all’idea di Grillo di rivedere il finanziamento ai partiti, ribadendo però che un contributo pubblico dovrà esserci altrimenti la politica “la farebbero solo i ricchi”. E lo critica sulla questione euro: “Che qualcuno dica siamo già fuori all’euro e lo vada a dire a un giornale tedesco non è il massimo delle trovate”. La risposta di Grillo: “Le attività necessarie – scrive sul suo blog – per le campagna elettorale, come l’allestimento dei palchi, sono state realizzate grazie al volontariato dei cittadini attivi. Tutte le altre spese connesse e correlate sono state sostenute grazie a circa 15.000 persone che hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa per un totale di 568.832 euro ad oggi”.