Votazione attendista, come previsto, data la scelta del Pd di questa mattina. Infatti per fare vincere Romano Prodi con una maggioranza di due terzi sarebbe stato necessario non solo il voto di tutto il centrosinistra e di tutto il Movimento 5 stelle, ma anche di Scelta civica. Irrealistico in questo momento.

Lo spoglio è terminato. Le schede bianche sono state 465, le nulle 44, a Rodotà 250 voti, D’Alema 34, Prodi 22 voti. La maggioranza richiesta era ancora di 672 voti. Da questo pomeriggio invece la maggioranza richiesta sarà quella semplice, cioè 504 voti. Quindi il Pd potrebbe decidere di sferrare l’attacco subito e consegnare il Quirinale a Romano Prodi fin da stasera. Ma anche in questo caso per vincere servirebbe il voto compatto di tutto il centrosinistra. Quanto veramente sia compatto lo sanno solo loro.

Chiaramente il Pdl è furente. Renato Brunetta: “La scelta del Pd è chiaramente una scelta contro il Pdl: Romano Prodi è un uomo di parte, un uomo che divide. Ancora una volta la sinistra e Bersani confermano la loro irresponsabilità. La storiella della scelta condivisa è stata solo un bluff. Sono sempre i soliti, i soliti comunisti”.

Mario Monti ha dichiarato che “Il Pd sembra aver dato priorità in questo momento al disperato tentativo di salvaguardare l’unità del partito pensando più a quello che all’unità del Paese”. Convergerà, per ora, sul ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che forse anche il Pdl deciderà di votare.

Ambigua la situazione del 5 stelle. Grillo, ancora nel pomeriggio, durante un comizio in Friuli, ha detto “Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro. Il nostro presidente è Rodotà”. Stefano Rodotà, il quale ha confermato che non si ritira dalla competizione, ma ha anche aggiunto “Non intendo creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni”. Significa che Grillo appoggerà Prodi solo quando potrà ricavarne il maggiore vantaggio politico? Anche questa è una cosa che sa solo lui.