Le norme che regolano la figura del Capo dello Stato sono prescritte nel Titolo II della Costituzione, dall’articolo 83 al 91. I cittadini eleggono solo i membri del Parlamento. Deputati e senatori scelgono il Presidente della Repubblica, ma non direttamente il Governo. Questo compito spetta al Capo dello Stato; ma il Parlamento dovrà poi confermare con un voto di fiducia il Governo proposto dal Presidente. Quest’ultimo inoltre può sciogliere le camere, ma solo se non esiste la possibilità di comporre una maggioranza in grado di legiferare; egli non può nemmeno interferire nelle scelte politiche e negli atti di Parlamento e Governo.

Il Presidente della Repubblica deve firmare tutte le leggi perché queste siano valide (la cosiddetta promulgazione), ma può rifiutarsi di farlo esclusivamente se ritiene che tali leggi siano in contrasto con la Costituzione o se non c’è una copertura finanziaria per la loro applicazione. Ma solo la Corte costituzionale ha il potere di stabilire legalmente se una norma viola o meno la Carta costituzionale.

Il Capo dello Stato presiede il Consiglio superiore della magistratura, l’organo che ha il compito di vigilare sull’operato di giudici e procuratori, ma non ha voce in capitolo sui processi; nomina parte dei membri della Corte costituzionale, ma non ha poteri su tali decisioni.

E’ il comandante in capo delle Forze armate, ma non può interferire sulla loro gestione, che spetta al Governo. Dichiara lo stato di guerra, ma esclusivamente dopo un voto parlamentare. Infine, ogni atto del Presidente della Repubblica, perché sia valido, deve essere controfirmato dal ministro competente e, in alcuni casi, anche dal presidente del Consiglio.

Di conseguenza la figura del Presidente della Repubblica, pur non avendo poteri troppo estesi, riveste un ruolo centrale nel funzionamento di tutta la macchina istituzionale. Soprattutto quando le altre componenti hanno problemi nel funzionare correttamente, come stiamo vedendo nelle cronache di questi giorni. E’ per questo che i partiti stanno facendo di tutto per mandare una persona “amica” al Palazzo del Quirinale, la sede istituzionale del Capo dello Stato, come successore di Giorgio Napolitano (foto by InfoPhoto).

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