Nella serata “tragica” per la Spagna calciofila, con la clamorosa eliminazione ai Mondiali in Brasile, la nazione iberica ha incoronato il nuovo re, Felipe VI di Borbone che ha ufficialmente iniziato suo nuovo regno. Nel pomeriggio di mercoledì 18 giugno, il monarca ha assunto le sue funzioni con la cerimonia di abdicazione del padre che gli ha lasciato il trono dopo quasi 39 anni. A Palazzo Reale Juan Carlos I ha controfirmato la legge che rende effettiva la sua abdicazione compiendo il suo ultimo atto da capo dello Stato.

Il passaggio di consegne è avvenuto in presenza di donna Sofia e di Letizia, che dalla mezzanotte è regina, e delle infante Leonor di Borbone – l’erede al trono che a sua volta è diventata principessa delle Asturie – e Sofia. Al termine dell’atto solenne, davanti a 160 invitati, un’ovazione ha salutato Juan Carlos che ricopriva la carica dal 22 novembre 1975, due giorni dopo la morte del dittatore Francisco Franco. Visibilmente emozionato, l’ex monarca ha abbracciato il successore al trono e in un gesto simbolico gli ha ceduto la sua poltrona, prima di essere baciato dalle nipoti e dell’esecuzione dell’inno nazionale che ha chiuso la cerimonia.

I due ex sovrani, che manterranno comunque il rango di re e regina, saranno assenti all’investitura di Felipe VI e al successivo ricevimento ma si affacceranno dal balcone di Palazzo Reale accanto ai nuovi monarchi per un fugace saluto ai “sudditi”. Juan Carlos sarà pensionato come capo dello Stato ma non delle forze armate e passerà al figlio Felipe VI la fascia di capitano generale dei tre eserciti mantenendo però lo stesso grado da riservista e senza immunità.

Oggi, giovedì 18 giugno, è prevista la cerimonia solenne di investitura del nuovo sovrano in una Madrid blindata. Non mancano le polemiche nonostante il via libera definitivo dato dal Senato alla legge che rende effettiva l’abdicazione (90% dei voti a favore): infatti, nè il premier spagnolo Mariano Rajoy (che ha rettificato l’abdicazione di Juan Carlos) né altri ministri del governo dei popolari si sono presentati in aula, suscitando le critiche dell’opposizione per “il disprezzo mostrato alla Camera alta”. Dovrebbero essere 25 i deputati (Izquierda Plural, Erc, Bng, Geroa Bai, Compromis e Amaiur) a disertare l’atto solenne di proclamazione di Felipe VI in Parlamento.

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