Matteo Renzi (foto by InfoPhoto) ha lanciato la sua candidatura per la segreteria del Partito Democratico e ora cerca di distruggere mediaticamente i suoi nemici. Per primo, ecco Pier Luigi Bersani: ”Durante le primarie è stato perfetto, mi ha fatto un c… così, è stato bravissimo, è andato bene, non ha sbagliato una mossa. Poi negli ultimi mesi… o era spompo, che ci sta anche…”. Parole di Renzi alla Festa dell’Unità di Bologna, mentre stava parlando con il segretario bolognese Raffaele Donini: “Io l’ho visto a Palermo - ha detto ancora Renzi - ed era distrutto, poi c’era Berlusconi che era tornato a fare Berlusconi…”.

Da Genova, la risposta di Pier Luigi Bersani, che per prima cosa sottolinea come l’alleanza tra Franceschini e Renzi proprio non gli va giù: “Questa operazione non è convincente, non vedo i contenuti - ha detto - mi risulta che ci fossero diverse opinioni… Quello che non mi convince dell’operazione fatta da Renzi è che stiamo parlando di segretario di un partito quindi sia giusto chiedere quale sia la sua posizione di partito e sull’Italia e non avere risposte con delle battute. La seconda cosa che non mi convince riguarda il fatto che il Pd è un partito d’ispirazione di sinistra democratica e sento di dover dire che la sinistra non è un abbellimento della destra, ha una sua autonomia e una sua visione – ha aggiunto Bersani -, serve il concetto di uguaglianza”.

Poi sull’eventuale decadenza di Silvio Berlusconi da senatore: “Siamo in uno stato di diritto e le leggi vanno applicate. La giunta deciderà, sono convinto che le leggi saranno applicate”. Inevitabile una battuta anche sul futuro dello stesso Partito Democratico: “È l’assemblea nazionale - ha spiegato Bersani - che deve convocare il congresso, regolarlo e decidere le date. Il congresso si fa e si deve fare”.