Sarebbe stato diffuso un nuovo terrificante video dal gruppo jihadista Isis: si tratterebbe di una seconda cruenta decapitazione mostrata in circa 2 minuti e 46 secondi. La vittima, questa volta, sarebbe il giornalista americano Steven Sotloff, 31 anni, già apparso nelle immagini diffuse lo scorso 20 agosto e relative all’omicidio del collega James Foley (qui tutti i dettagli) e rapito nei pressi di Aleppo più di un anno fa, il 4 agosto del 2013.

A diffondere la notizia il New York Times che, a sua volta, cita il SITE Intelligence Group. Nel filmato il reporter freelance Sotloff indossa la ormai ben nota tuta arancione, sullo sfondo – riporta la stampa americana – c’è un panorama siriano. Il video riporta il titolo “Un secondo messaggio all’America”. La portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki, ha confermato che se ne sta ancora valutando l’autenticità.

L’Isis nel video della decapitazione di Foley aveva già minacciato gli Stati Uniti: Steven sarebbe stato il prossimo candidato a “morire se non fossero cessati i raid sul nord dell’Iraq”, tanto che i suoi familiari avevano aperto una petizione sul sito della Casa Bianca per chiedere al Presidente di salvare la vita del figlio.

Il video si aprirebbe con un discorso di Obama, seguito dalle parole del giovane: “Sono Steven Joel Sotloff. Sono sicuro che sapete esattamente chi sono, adesso, e perché sto comparendo dinnanzi a voi. E ora, è il tempo per il mio messaggio: Obama, la tua politica estera e il tuo intervento in Iraq dovevano essere per la conservazione della vita e degli interessi americani. E allora perché devo essere io a pagare il prezzo di questa interferenza con la mia vita? Non sono anche io un cittadino americano? Spendete miliardi di dollari delle tasse di contribuenti americani per spedire migliaia di nostri soldati…”.

Seguirebbero, quindi, le parole del boia, probabilmente lo stesso di Foley (qui il suo identikit): “Sono tornato, Obama, e sono tornato a causa della tua arrogante politica estera nei confronti dello Stato Islamico a dispetto dei nostri avvisi. Fino a ché i vostri missili continuano a colpire la nostra gente, il nostro coltello continuerà a colpire i colli del vostro popolo”. Facilmente intuibile l’epilogo del video.