Una Roma blindata è pronta ad accogliere Barack Obama: il presidente degli Stati Uniti, secondo le previsioni, dovrebbe atterrare la sera del 26 marzo all’aeroporto di Fiumicino (ma non si esclude che possa essere scelto all’ultimo l’aeroporto di Ciampino) a bordo dell’Air Force One mentre lo spazio aereo sopra la capitale verrà chiuso in serata, in alcune fasce orarie giovedì e venerdì mattina. Rigidissime le misure di sicurezza: cibo, sapone e anche altri prodotti destinati a Obama sono già arrivati a bordo degli aerei C-130 direttamente dagli Usa e sottoposti a controlli accurati.

Gli 007 della Casa Bianca in borghese girano da giorni tra turisti e pendolari nel centro di Roma. Oltre al servizio di sicurezza americano anche la macchina di prevenzione della Questura con un migliaio di uomini, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e forestale. Mobilitati anche gli artificieri con le unità cinofile per passare al setaccio l’itinerario del presidente. Obama incontrerà il 27 marzo Papa Francesco in Vaticano cui poi seguirà un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale e con il premier Matteo Renzi a Villa Madama.

Nel pomeriggio Obama andrà a visitare al Colosseo, accompagnato da un professionista della Sovrintendenza archeologica di Roma: l’Anfiteatro Flavio sarà off limits per l’intera giornata, con accesso sbarrato ai visitatori e l’intera area circostante interdetta al pubblico. Soppresse le antistanti fermate bus, sbarrata l’omonima fermata della metro, divieto di sosta per i camion bar e i «gladiatori», i figuranti amati dai turisti. “E’ una decisione di natura tecnica assunta dalla prefettura - ha spiegato il ministro dell’Interno Angelino Alfano - Non c’è nessun allarme, se non che arrivando un capo di Stato abbiamo applicato e attivato misure di sicurezza come già fatto in precedenza”.

Dai Fori Imperiali fino all’inizio di via Labicana, compresa l’area pedonalizzata, diventerà zona rossa con occhi puntati in particolare sul parco di Colle Oppio di fronte al Colosseo. Tutte le tappe della visita del Presidente e le rispettive aree circostanti, saranno chiuse e presidiate. Ci saranno moduli flessibili che anticiperanno e scorteranno gli spostamenti di Obama mentre il corteo presidenziale sarà composto da 26 auto blindate e otto motociclette anche se non si esclude l’uso di un elicottero.

Sui palazzi toccati dall’itinerario, su cui vige ovviamente il massimo riserbo, saranno appostati tiratori scelti e tutto l’iter sarà monitorato da un elicottero. Il circuito delle auto presidenziali sarà schermato con dei jammer, emettitori di segnali che bloccano le comunicazioni nel raggio di un chilometro (per annullare l’eventuale innesco a distanza di congegni esplosivi). Sorvegliati speciali, oltre agli obiettivi istituzionali, anche le ambasciate e i luoghi riconducibili agli Stati Uniti.

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