Giunto ieri sera a Roma, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama soggiornerà in Italia fino a venerdì 28 marzo. In programma gli incontri ufficiali con il Pontefice, il presidente della Repubblica Napolitano e il premier Renzi, ma anche la visita ai luoghi simbolo della capitale. In occasione di questo importante evento il noto pittore Francesco Guadagnuolo rende omaggio al Presidente attraverso i dipinti che ha realizzato dalla sua elezione ad oggi.

A raccontarci la sua idea le parole dello scrittore Marco Pedone: “L’elezione di Barack Obama, il profilarsi di una nuova frontiera nella storia americana in ideale continuità col sogno Kennedyano e di Martin Luther King, ha offerto a Guadagnuolo un nuovo, recentissimo, terreno di indagine: il punto di singolarità tra il presente e il passato, il luogo, anzi il non luogo, dove s’annullano le identità epocali e che il segno pittorico non può che reinventare a partire dal caos primordiale del collage, dall’accumulo cromatico della luce che sta per essere lanciata in avanti. È la speranza la chiave di lettura di queste tavole, la speranza quale forza rigeneratrice di una nazione in crisi culturale ancor prima che economica. La catarsi si estrinseca nella frammentazione del disegno simbolicamente proiettato su brani di calendari, squarciato in trittici, riquadri ed occhielli dove s’affacciano i volti di Obama, Kennedy e Luther King, spalmato su sfondi magmatici dove emergono palmizi, grattacieli, folle oceaniche, affondato in scorci metropolitani dove sfarfallano dollari ed etichette della Coca Cola. Nelle tele la speranza si concentra nella sovraimpressione dei visi eccellenti, nella sostanza figurale di ritratti come simulacri di identità collettiva e, al tempo stesso, tracima nei passaggi liquidi del collage come in una fotocomposizione irrelata senza centro gravitazionale. Il soggetto diventa il sentimento raggrumato di una nazione il cui sangue scorre nelle vene di un consumismo sfrenato, nell’iconostasi mediatica che adombra il vuoto addensando immagini auto-replicanti di una realtà avvitata sui suoi miti. La speranza nasce dalla destrutturazione del presente, s’appella strumentalmente alla Storia di cui raccoglie icone e macerie, prende movimento da una ricostituita neutralità della coscienza di fronte ai drammi e alle catastrofi, è forza sorgiva che sana la ferita prima ancora che sia effettivamente guarita, è l’occhio al cielo dal fondo del pozzo. Come il volto di Obama, che in questi nuovi lavori di Guadagnuolo balugina da efflorescenze di bandiere a stelle e strisce, da sipari chiaroscurali, tra banconote galleggianti su incendi di colore, nel collasso materico di una realtà emblema della crisi del modello americano. Guadagnuolo ha dipinto il non luogo da cui si sta generando, forse, il nuovo sogno americano. Punto di singolarità, s’è detto, paradosso terrestre della surmodernità in cui il tempo e lo spazio si neutralizzano per via di una forza allo stato latente di energia: la speranza.”

Nato a Caltanissetta nel 1956, Francesco Guadagnuolo opera oggi tra Roma, Parigi e New York. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e la sua attività artistica è stata segnata dagli incontri con alcuni grandi protagonisti della cultura e dell’arte del Novecento. Nel 1978 conosce l’Arcivescovo Mons. Giovanni Fallani, Presidente della Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, incontro dal quale nascerà un’intensa collaborazione culturale che porterà Guadagnuolo ad essere considerato come uno dei più apprezzati e persino geniali artisti dell’arte sacra contemporanea, “Sa comprendere la realtà in cui vive – diceva di lui Giovanni Fallani – e, conservando sullo sfondo delle cose il suo acceso calore siciliano, sa essere, in questi anni irrequieti, un testimone di riflessioni giuste e di poesia”. La sua intensa attività artistica gli ha consentito di inserirsi nei circuiti internazionali dell’arte, tenendo mostre nelle più prestigiose Gallerie, da New York e Los Angeles, a Buenos Aires, Città del Messico, Vienna, Madrid, Barcellona e Parigi, fino a Mosca, Istanbul e Tokio. Dopo l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti l’artista completa il terzo ciclo di opere dedicate agli Stati Uniti con la mostra itinerante: “Da Kennedy a Obama”, presentata nel 2009 a Tivoli (Roma) alle ‘Scuderie Estensi’, in concomitanza con il Premio Nobel per la Pace conferito a Barack Obama.