Papa Francesco continua a lanciare messaggi contro la guerra su twitter: “Cari giovani, pregate insieme a me per la pace nel mondo“. Lancia l’hashtag #prayforpeace e prega perché la pace possa superare ogni barriera. Ma al G20 di San Pietroburgo i messaggi che arrivano non sono per niente da peace and love. Il presidente Usa Barack Obama prosegue nel millantare un attacco mirato alla Siria. Di contro la Russia non va per le righe e Putin va secco: “In caso di attacco aiuteremo la Siria“. C’è poco da star tranquilli. E le carte iniziano a scoprirsi quando alla secca domanda in conferenza stampa ad Obama “Se ci fosse un no dall’Onu lei andrebbe avanti?” in tutta risposta arriva un “Non voglio arrivare a conclusione affrettate.” Che sa tanto di temporeggio ma ho già ben chiaro quello che voglio fare.

E il nodo del discorso evidenzia questa preoccupazione nel passaggio in cui gli viene ricordato quando durante la sua campagna elettorale uno dei punti forza era il no alla guerra in Iraq… risposta: “Capisco il sospetto di chi mi ha sostenuto contro la guerra in Iraq ma questa situazione è diversa” e prosegue “Io capisco il tanto scetticismo. Ma le prove che Assad abbia usato delle armi chimiche ci sono“.

E qui arriva anche il quesito diabolico: “Presidente ma se farete un’azione militare mirata Assad potrà usare ancora armi chimiche?Obama: “Sarebbe ridotta la possibilità ma può essere. L’Onu a quel punto non potrà esistere all’azione militare. L’uso di queste armi va fermato del tutto“. Messaggio chiaro e conciso.