Ci ha messo più di quattro anni, ma ora Barack Obama sembra voler riaccorciare le distanze che la sua amministrazione ha finora mantenuto nei confronti di Israele. Nella sua prima visita ufficiale a Gerusalemme da quando è diventato presidente, il leader americano sta cercando di rassicurare il primo ministro Benjamin Netanyahu sull’appoggio degli Stati Uniti. Un Obama molto diverso da quello che nel 2009, in visita all’Egitto di Mubarak, ammiccava al mondo musulmano e addirittura auspicava che l’Iran sviluppasse impianti nucleari per uso civile. Molto è cambiato; la cosiddetta “primavera araba” ha avuto come unico effetto l’espansione del potere degli estremisti islamici in tutto il Medio Oriente; l’Iran non ha lasciato trasparire intenzioni pacifiche, tutt’altro; ed ecco allora che Obama (foto by InfoPhoto) si ricorda che gli Usa sono alleati di Israele. Ne è un segnale la visita di ieri all’installazione Iron Dome, lo scudo che ha efficacemente protetto Gerusalemme e Tel Aviv dai missili di Hamas, costruito in parte con tecnologia e denaro americani.

Netanyahu ha ribadito con decisione la propria linea nel caso in cui l’Iran arrivi allo sviluppo di un’arma atomica, anche nella conferenza stampa di ieri: “Abbiamo il diritto e la capacità di proteggerci. Non possiamo rinunciare all’autodifesa”. Anche se poi mette un po’ di zucchero nella medicina amara: “La priorità è la soluzione diplomatica, non militare”. E qui Obama esplicita l’appoggio: “L’impegno dell’America verso la sicurezza dello Stato d’Israele è solenne. La sicurezza d’Israele non è negoziabile“.

Il presidente degli Stati Uniti si è poi recato nel West Bank (cioè la Cisgiordania), per incontrare il capo dell’autorità Palestinese, Mahmoud Abbas (conosciuto anche come Abu Mazen). Il suo arrivo è stato preceduto da un lancio di missili da Gaza verso il sud del territorio israeliano.

Dopo i colloqui con il leader palestinese Obama è tornato sulla solita strategia, sempre più difficile ma l’unica ragionevole: “L’elemento centrale per assicurare una pace durevole in Medio Oriente è uno stato ebraico forte e sicuro, in cui si tenga conto delle sue esigenze di sicurezza, accanto ad uno stato palestinese sovrano e indipendente”.

Qui sotto trovate il video della conferenza stampa congiunta di Obama e Netanyahu.

E qui sotto il video dell’incontro di Ramallah tra Obama e Abbas.