Lo aveva promesso all’indomani della strage nella scuola di Sandy Hook, in Connecticut, nella quale morirono 20 bambini e 6 adulti. E ora Barack Obama mantiene il suo impegno, lanciando la sua sfida alla potente lobby americana delle armi per combattere “l’epidemia di violenza” e “proteggere i nostri figli”. Una lotta pari a quella fatta per garantire a tutti l’assistenza sanitaria. #NowIsTheTime l’hastagh scelto per portare avanti la campagna su Twitter.

Il piano del presidente Usa prevede la reintroduzione del divieto alla vendita dei fucili d’assalto (in vigore fino al 2004) e iun limite alla capacità dei caricatori fino ad un massimo di 10 proiettili ma anche l’inasprimento di sanzioni per chi vende armi ai criminali e una campagna informativa. Le nuove norme saranno stabilite da 23 decreti presidenziali immediatamente efficaci su altrettante misure che non richiedono l’approvazione di una legge da parte del Congresso. Ieri la firma in un contesto fortemente simbolico, circondato da una cornice di bambini (foto by Infophoto).

La National Rifle Association, ovviamente, non l’ha presa molto bene. In un video diffuso a ridosso dell’annuncio, l’organizzazione definisce il presidente Usa “elitario” e “ipocrita” perché le sue figlie sono protette da agenti dei servizi segreti che girano armati. “Sarà la guerra del secolo”, ha scritto ancora la Nra in una lettera ai suoi associati. “Non è per proteggere i bambini o per fermare i crimini. E’ per vietare le vostre armi” si legge nel testo che condanna duramente il piano presidenziale, che secondo i sondaggi però è sostenuto da più della metà degli americani.