Barack Obama ha deciso di limitare il programma di spionaggio ad opera della National Security Agency, ponendo come condizione alle intercettazioni l’autorizzazione di una ‘Corte Segreta’ ma le agenzie di intelligence Usa ‘continueranno a raccogliere informazioni circa le intenzioni dei governi in tutto il mondo, come fanno i servizi segreti di ogni altra nazione’. E’ il succo dell’attesissimo discorso sulla riforma dell’intelligence pronunciato venerdì a Washington: il presidente americano (foto by InfoPhoto) ha provato a rassicurare i suoi cittadini e i suoi alleati ma la riforma tanto decantata deve essere in realtà ancora definita sul piano tecnico.

Edward Snowden, che Obama cita con toni poco assolutori (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’) ha messo da mesi nel mirino la Nsa che viene elogiata dal presidente: “La nostra intelligence funziona meglio di quella di altri Paesi” anche se viene riconosciuto il rischio di abusi futuri e l’intenzione di eliminarlo. Per questo Obama ha preso due decisioni: per le misure di sorveglianza telefonica sarà necessaria un’autorizzazione della magistratura tranne in casi di estrema urgenza mentre in merito la raccolta di dati da parte della Nsa viene di fatto sospesa ma i dati saranno ugualmente raccolti, senza finire negli archivi Nsa. Non è dato sapere dove finiranno: la decisione spetterà al ministro della Giustizia, Eric Holder, mentre il Congresso dovrà definire altri aspetti della riforma. Obama sembra essere giunto alla conclusione che limitare i poteri della Nsa è un passo importante in democrazia in modo che i cittadini si fidino dei loro servizi segreti, cosa che evidentemente pare essere venuta meno in passato.

“I capi di Stato e di governo, dalla cui cooperazione dipendiamo devono sentirsi sicuri che li stiamo trattando come veri e propri partner” ha aggiunto Obama il cui discorso è stato salutato con favore da parte della Commissione Ue: “Obama dimostra di aver ascoltato i timori della Ue riconoscendo la necessità di agire”. Positivo il commento anche del governo tedesco secondo cui è importante che “la protezione di dati e diritti personali siano osservati anche per i cittadini non statunitensi”. Ben diversa la reazione del fondatore di Wikileaks, Assange (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’), dall’ambasciata ecuadoriana a Londra: “E’ imbarazzante vedere un presidente degli Stati Uniti parlare per 45 minuti per non dire nulla. Non avrebbe fatto nulla oggi se non ci fossero state le rivelazioni di Edward Snowden. E’ stato trascinato a questa piccola riforma a forza di calci e urla. Poi ha detto che non c’è stato alcun abuso della Nsa, ma questo è falso”.

LEGGI ANCHE:

Michelle Obama: festa “a sorpresa” per i 50 anni della First Lady

Letta incontra Obama: ‘L’Italia va nella giusta direzione’

Scandalo Datagate: spiata anche la Merkel, furiosa con Obama

Scandalo Datagate: Nsa, intercettò in Italia 46 milioni di telefonate

Scandalo Datagate: Merkel spiata dal 2002, a Roma il centro della …

Obama sotto accusa: ‘Spiati giganti del web e milioni di telefonate’