Gli Italiani sono la popolazione più sfiduciata in Europa in termini di aspettative nel settore lavorativo e dell’occupazione secondo un’indagine dell’Eurostat. La percentuale degli sfiduciati sarebbe pari al 13 per cento della forza lavoro (i disoccupati sono oltre tre milioni e altrettanti sarebbero coloro che un lavoro hanno ormai smesso di cercarlo), un dato quasi quattro volte superiore a quello dell’Unione europea.

Alle spalle dell’Italia si è piazzata la Croazia (con una percentuale dell’8,1 per cento) mentre sull’altra parte del fronte, ossia fra i Paesi in cui vi è maggiore ottimismo in termini di situazione lavorativa, vi sono la Lituania (0,8 per cento) e la Repubblica ceca (1 per cento). Il dato dell’Italia appare evidentemente molto alto anche quando lo si confronta con quello di altri Paesi all’interno dell’Unione europea: la Germania (1,2 per cento), Francia (2,4 per cento) e Spagna (3,9 per cento).

Per calcolare i propri dati l’Eurostat ha preso in considerazione non soltanto coloro che non cercano un lavoro pur essendo disponibili ma anche coloro che pur cercando un’occupazione non sono immediatamente disponibili (si tratta dello 0,4 per cento contro l’1 per cento dell’Europa) e coloro che sono sottoccupate in un part time che non hanno scelto volontariamente (3,1 per cento, a fronte del 4,2 per cento dell’Ue).

A parte questi dati però, l’Eurostat sottolinea come in Italia resti piuttosto basso il tasso di occupazione complessivo (si tratta del 56,3 per cento della popolazione che ha un’età compresa tra i 15 e i 64 anni) mentre salgano i tassi relativi al numero di coloro che non cercano più un posto di lavoro e di coloro che sono disponibili a lavorare ma non cercano attivamente un impiego.